“Gela, ti rifiuto” gioca a “Indovina chi”. Stavolta l’incivile è una femmina

Anche quando il lavoro ti fa correre di qua e di là, diventa doveroso ritagliare qualche istante per immortalare i “tesori” custoditi fra le piante e gli alberi della nostra città. Si tratta di quel processo di inciviltà in divenire che questa rubrica vuole denunciare, senza nomi e senza puntare il dito contro qualcuno per dire “Sei stato tu!”. Potremmo quasi renderlo piacevole e ironizzarci un po’ su. Ricordo che da piccola mi regalarono “Indovina chi”, un gioco in cui si doveva risalire all’identità del personaggio scelto dal compagno e la prima domanda che tutti facevano era sempre “È maschio o è femmina?”. Bene, la risposta allo scatto di oggi è alquanto semplice e scontata. “È femmina…ed era anche usato!”. Con questo indizio soltanto, però, diventa difficile capire se avesse o meno gli occhiali, i capelli chiari o scuri e se fosse alta o bassa. Di una cosa però siamo sicuri: non ama e non rispetta la sua città. E stando alle “sorprese” che vi riserveranno i prossimi scatti di “Gela, ti rifiuto”, la ricerca si complica sempre di più perché il cerchio degli incivili si allarga…purtroppo.

 

(Foto scattata il 9 marzo del 2015, alle ore 11:26, a Macchitella. Il rifiuto è rimasto lì per diversi giorni…e forse c’è ancora)