Gela, un affare per gli altri. Interviene il Csag sulla questione università e Eni

 
“Gela è un affare per molti comuni siciliani: città poco attenzionata dalla regione e dello stato, nonostante in alcuni campi usufruisca di Leggi speciali, i benefici vanno ad altri territori senza requisiti. Così é per la sanità, per le infrastrutture, per i servizi. Questo quanto sottolineato dal Csag ( comitato dello sviluppo dell’area gelese), che parla di una città tenuta al “guinzaglio”. Il riferimento la richesta di un  possibile finanziamento da parte di Eni per mantenere in piedi il Consorzio Universitario nisseno. 
 
 “Gela – si legge in una nota del portavoce del Csag Filippo Franzone- ha subito la chiusura della raffineria che operava dagli anni ’60 nel territorio, il tutto deciso attraverso un contestato protocollo stilato tra ENI ed enti siciliani e nazionali il 6 novembre 2014.
La presenza della raffineria, a detta dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha causato e causerà malattie da industrializzazione tra i residenti del territorio. Ma oltre al danno, si rischia di subire anche la beffa.In questi giorni, a Caltanissetta, è in atto un acceso dibattito su come salvare, per l’ennesima volta, il Consorzio Universitario Nisseno. 
Nei fatti non dovrebbe entrarci nulla con Gela e la problematica raffineria, in teoria, in pratica, alcune menti illuminate, rispolverano il protocollo firmato con EnI, per tentare di finanziare attraverso quest’ultima, il Consorzio Universitario Nisseno”. 
Quindi una Gela da spremere, da utilizzare per favorire altre realtà. Il consorzio universitario nisseno é composto dal Comune di Caltanissetta, dalla Camera di Commercio, dal Libero Consorzio di Comuni di Caltanissetta e dall’Asp Cl2.  
“Tutti enti – continua Franzone- che dovrebbero puntare allo sviluppo dell’intero territorio dell’ex Provincia, e che invece concentrano la gran parte delle loro risorse nella sola Caltanissetta, nonostante è ormai chiaro che con l’Università di Enna a pochissimi chilometri, si siano infranti i sogni di istituire l’Università a Caltanissetta”. I corsi attivati a Caltanissetta sono Medicina, del polo di Palermo e Ingegneria del polo di Catania. Tra l’altro il protocollo d’intesa firmato da enti e sindacati il 6 novembre 2014 a Roma, prevede all’art. 3, l’impegno di ENI ad attivare corsi con le Università siciliane per master e stage per la green economy. Corsi che dovrebbero quindi essere attivati a Gela. Inoltre c’é da considerare che Gela, con due delibere consiliari ed un referendum confermativo, si é deciso di uscire dall’ex provincia di Caltanissetta ed aderire alla Città Metropolitana di Catania.
 “La cosa più sensata da fare al riguardo – conclude Franzone- è contattare l’Università di Catania, chiedere lo svolgimento a Gela di Master e Stage inerenti la Green Economy, con la collaborazione di ENI. Inoltre il CSAG, da anni si batte per l’istituzione a Gela del Dipartimento Oncologico di III livello (di riferimento regionale), altri per la realizzazione dell’IRCCS per malattie da industrializzazione. Gela, in quanto realtà SIN (Sito di Interesse Nazionale) e zona ad alto impatto ambientale, beneficia di una Legge regionale specifica che individua alte specialità in campo sanitario. La Legge è la n. 10 del 6 febbraio 2006. Se si vuole, qualcosa di concreto per Gela si può fare, gli altri territori sono ben forniti di uomini che si battono per gli interessi dei propri territori”.