Gela: una firma per la salvare la vita alle donne. Al via la petizione per la Breast Unit

Il taglio di 5 milioni di euro da parte della Regione nei confronti della Asp Cl2, impedisce la realizzazione dell’Utin e della Brest Unit, al Vittorio Emunuele,  che rimangono per ora sulla carta. Una situazione che non è andata giù al senologo Giuseppe Di Martino che ha pensato di avviare una petizione per chiedere quello che è un diritto di tutte le donne: una diagnosi precoce del tumore al seno che consente un’alta percentuale di guarigione dalla malattia. E questo solo la Brest Unit può assicurarlo. L’appuntamento è per domenica mattina prossima, 29 maggio, davanti l’Ospedale Vittorio Emnuele. Una firma che può salvare la vita. La Breast Unit è un’attività interdisciplinare nella quale operano specialisti “dedicati” quali: il senologo, il radiologo, l’ecografista, il chirurgo senologo, il chirurgo plastico, l’anatomo patologo,il radioterapista, il fisioterapista e lo psicologo. Questi professionisti devono essere  a disposizione della popolazione femminile per la diagnosi e terapia del tumore della mammella. La firma di domenica dovrà dare un segnale chiaro alle istituzioni di quali sono le priorità davanti a cui non possono tirarsi indietro: la salute delle donne.`Si deve presto passare  dalle carte ai fatti. Ha detto il dott. Di Martino. La delibera sulla Breast unit esiste ma un un taglio di simile proporzioni mette a repentaglio iuna serie di servizi sanitari per la popolazione gelese, 
Negli ultimi 30 anni sul tumore al seno sono stati fatti grandi progressi: oggi in Italia 9 pazienti su 10 sopravvivono a 5 anni dalla diagnosi. Chi si ammala può usufruire delle Breast Unit. I centri di senologia multidisciplinari sono presenti in ogni regione d’Italia. A Gela questa, visto l’alta incidenza delle malatitie tumorali, questa dovrebbe essere la priorità.