Gela: una serie di scioperi prevista per gennaio, contro i tagli di organico Eni

Da una a tre giornate di sciopero, da effettuare a  gennaio da parte degli operai dell’indotto  e del diretto dell’Eni operanti a Gela. Questo quanto annunciato  ieri sera dal consiglio sindacale delle Rsu dei chimici e dei lavoratori dell’energia per contrastare la decisione unilaterale dell’azienda petrolifera di accelerare la riduzione degli organici nella sede di Gela. 
Dopo aver effettuato una riduzione che ha portato a 600 unità l’organico dello stabilimento, la direzione aziendale ha comunicato che nei primi di gennatio effettuarà un ulteriore taglio  di 150 posti di lavoro per raggiungere così la quota di 400 dipendenti, che era stata fissata nell’accordo di programma firmato al Mise il 6  novembre 2014. Il protocollo d’intesa che ha visto coinvolto l’allora sindaco Angelo Fasulo, il presidente della regione Rosario Crocetta, i vertici di Eni e le organizzazioni sindacali, ha  stabilito l’abbandono della  lavorazione del petrolio e la trasformazione della  fabbrica in Green refinery con la produzione di bio-carburanti.
Ma del protollo, nonostante sia passato più di un anno, non è stato attuato nulla, nè la riconversione, nè le bonifiche dei terreni occupati da impianti dismessi, l’unico effetto di quella firma è stata una drastica diminuizione dei posti di lavoro. Per i sindacati Cgil, Cisl e Uil, spingere frettolosamente sulla riorganizzazione  “in assenza di cambiamenti tecnici e senza una adeguata formazione”,  significa mettere “le strutture operative in condizioni precarie, solo per una riduzione dei costi gestionali”. Per i sindacati  si tratta di “un atto di rottura”. Un atteggiamento unilaterale, quello dell’Eni che sta producendo degli effetti tuttt’altro che positivi, in un territorio dove la tensione già è altissima sia per il mancato investimento promnesso, sia per la definizione dello stato di “area a crisi complessa”. L’Eni ha già comunicato alle segreterie di Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uiltec-Uil i criteri che adotterà nella riduzione degli  organici. Nei primi otto giorni di gennaio l’esodo sarà volontario, in poche parole sarà il lavoratore a scegliere la nuova sede. Dall’11 gennaio l’azienda procederà ai trasferimenti d’ufficio.

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