Gela verso il collasso dei servizi assistenziali. V Commissione chiede nuovo Piano di riordino

Il Sindaco deve farsi carico della salute dei cittadini e della programmazione politica e strategica delle strutture sanitarie di Gela, in quanto finora ne è rimasto estraneo.

Questo quanto rimarcato dalla V Commissione consiliare Salute e Sanità, presieduta dal consigliere comunale Virginia Farruggia.

“Il governo della città non può lasciare gestire certi servizi primari ai tecnici dell’Asp, peraltro nominati dalla politica regionale; i criteri, ormai, utilizzati
per questi atti aziendali, nonché per quest’ultimo riordino, sono astratti e politici, calati dall’alto, senza avere una reale fotografia dei territori, senza attenzionare l’utenza, né da un punto di vista numerico, né tanto meno di bisogni reali”. Afferma la Commissione.

L’ospedale di Gela continua a essere una struttura con molte carenze, con pazienti gelesi costretti a rivolgersi all’ospedale nisseno.

” I servizi sanitari locali sono in totale sofferenza, per esempio per la pianta organica del tutto insufficiente nella struttura ospedaliera, così come tutti i reparti rischiano il declassamento”.

La V Commissione e le associazioni, costituenti il tavolo di lavoro sanità, bocciano il nuovo piano di riordino e, a tal proposito, chiedono di prendere parte alla rimodulazione dell’atto aziendale, che dovrà contenere il nuovo riordino, e di aprire un confronto rispetto ai Piani di Zona, di cui quello relativo al comprensorio gelese, che risulta assai deficitario rispetto alle esigenze reali delle diverse utenze

“Oggi mancano i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), che sono stati istituiti nel lontano 29.11.2001 con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, e che avrebbero dovuto normare le prestazioni e i servizi che il Servizio sanitario nazionale è tenuto a fornire a tutti i cittadini, gratuitamente o dietro pagamento di una quota di partecipazione (ticket)”. Afferma la Commissione.

L’ospedale di Gela aspetta ancora la nuova Tac che pare non arrivi mai. Mancano i centri di riabilitazione nonché integrazione, considerata la grossa incidenza di disabilità nonché di disturbi mentali, che in alcuni casi (troppi per la città di Gela) hanno portato a suicidi o infanticidi; è assurdo accettare che il territorio di Gela, dichiarato «area a elevato rischio di crisi ambientale» sia del tutto abbandonato a se stesso..

La commissione chiede un reparto oncologico di eccellenza, vista la caratterizzazione del territorio in merito alle neoplasie, nonché la verità sulla Breast Unit, che non potremo mai attivare. Ancora si aspetta l’Unità di Terapia Intensiva Neonatale (UTIN), vista l’alta incidenza di malattie neonatali.

“Pretendiamo un osservatorio su questi due temi, perché non basterebbe più attivare, finalmente, un registro tumori, atteso da decenni, che garantisca che nessun sedicente scienziato, possa lanciarsi in dichiarazioni e graduatorie che fanno male solo alla classe scientifica e medica e dalle quali dichiarazioni bisognerebbe prendere le distanze, vista la scarsa scientificità delle stesse.”

“Il servizio di Medicina Trasfusionale del P.O di Gela, anche Polo di Reclutamento Donatori di Midollo Osseo PRCL 01, è competente sul territorio del distretto ospedaliero CL 2, è una struttura trasfusionale con attività di tipo “B”, come il SIMT di CL. Se il SIMT di Gela diventa Unità operativa semplice, il DH di Thalassemia sarà aggregato presso altra unità operativa. Le unità di sangue raccolte potranno non essere più lavorate presso il SIMT di Gela, ma convogliate a Calatanissetta, per cui si potrebbe verificare una minore disponibilità di emazie con conseguenza di ritardi trasfusionali nei periodi estivi”.

“Si informa che, per decisione assessoriale i Servizi di Medicina Trasfusionali non hanno degenza. E sempre per decisione Assessoriale i Servizi di Medicina Trasfusionale fanno parte dell’area dei Servizi. Se i Trasfusionali facessero parte dell’Area Emergenza potrebbero avere di nuovo i DH.” Ha sottolineato la Commisisone.

E poi il reparto di Malattie Infettive che è rimasto chiuso ai ricoveri ordinari da diversi mesi e garantisce solo Day Hospital dal lunedi al venerdì a causa della carenza medici e per lavori che ormai da quasi un anno si attendono per creare una camera a pressione negativa. Oggi il reparto è gestito da un solo medico.

“Dal nostro punto di vista, occorre capire quali sono i tempi certi per la realizzazione della camera a pressione negativa e le difficoltà che ad oggi non ne hanno consentito l’apertura. I pazienti oggi vengono dirottati su Caltanissetta o, in assenza di pericoli di infezione ad altri, vengono ricoverati a Gela nel reparto di Medicina sottraendo così posti letto allo stesso reparto”. Ha affermato la Commissione.

“Non occorre scordare che Gela è interessata da sbarchi e da una presenza straniera sempre maggiore e costituisce in tale senso un avamposto nel quale possono manifestarsi criticità che difficilmente e/o sporadicamente possono presentarsi in altri posti.
Non occorre, peraltro, scordare che fino al ridimensionamento del reparto, malattie infettive non è stato mai dotato della camera a pressione negativa e nonostante ciò era funzionante.” Ha messo in evidenza la Commissione.

“Riteniamo – ha affermato la Commissione- che il Direttore Generale, che abbiamo seguito con speranza, attraverso l’Atto Aziendale, che chiedevamo solo di applicare nel breve e medio tempo, sia il diretto responsabile della programmazione nonché del miglioramento e dell’ottimizzazione della rete sanitaria locale, è per questo che la città di Gela si rivolge a lui, pretendendo che il nuovo documento programmatico venga rimodulato insieme ai cittadini. Pretendiamo dalle istituzione tutte, ed a maggior ragione dal Sindaco, che non si sottraggano da questo compito di alta responsabilità. “

La commissione chiede azioni concrete che vadano verso un tangibile miglioramento;” non vorremmo assistere al fallimento del comparto sanitario ed assistenziale, dopo aver già subito inermi al fallimento di una classe politica in relazione allo sviluppo economico di una città da sempre ricca e che adesso pare sia stata destinata al collasso totale di tutti i settori produttivi e assistenziali. “