Il mare di Gela per lo sviluppo economico di tutto il mezzogiorno. Siciliano: questa la sfida

Entro il 31 ottobre la Regione deve stabilire i confini dei due Zes (Zone economiche speciali‘), che rappresentano una grande opportunità di sviluppo per la nostra Isola, in quanto la Zes punta a favorire la creazione di condizioni favorevoli in termini economici, finanziari e amministrativi.

Il 31 ottobre rappresenta anche una data importante per Gela, che ha una posizione strategica per l’economia portuale siciliana.

Da questo punto di vista è fondamentale che la Regione possa riconoscere l’inserimento delle aree industriali della città di Gela nella Zona Economica Speciale della Sicilia Orientale. Solo in questo modo la città di Gela può diventare una autorità portuale importante, con un peso considerevole, visto che la città è dotata di un porto industriale che città come Augusta e Catania non hanno.

Il Presidente della regione Musumeci non dovrà fare altro che dare seguito all’istanza di inserimento nella nuova Autorità di Sistema Portuale Augusta-Catania, come richiesto dalla Giunta con atto n. 194, nel Maggio 2016.

“Si completano così gli intrecci di quella tela, che in questi tre anni l’amministrazione comunale ha tessuto, con l’intento di realizzare sinergie di sistema tra il porto di Gela ed i porti di Augusta e Catania.”

Questo è stato sottolineato dall’ex vice sindaco Simone Siciliano, che ha sempre puntato sull’economia del mare come opportunità per la città, avviando fin dall’inizio del suo insediamento incontri con società di consulenza come Nomisma, Rina Consulting e Università tecnica di Berlino. Confronti che hanno portato ad una una visione su come organizzare lo sviluppo economico del futuro.

“La posizione strategica di Gela può essere un’opportunità. Tuttavia per ora è solo una sfida che può essere vinta o persa, ma che va giocata fino in fondo. Il riposizionamento economico della città, puntando sulla creazione di un’area fiscalmente ed economicamente vantaggiosa per imprime un impulso ai trasporti e alla logistica, diventa cavallo di battaglia di Gela.”

Una volta che il Presidente della Regione Musumeci darà  seguito all’istanza di inserimento di Gela nella nuova Autorità di Sistema Portuale Augusta-Catania, come richiesto dalla Giunta con atto n. 194, nel Maggio 2016, la Regione potrà formulare la proposta di istituzione della Zes,

“Ciò consentirà di attuare la pianificazione infrastrutturale che già l’amministrazione sfiduciata ha fatto inserire all’interno della pianificazione strutturale nel Progetto di Riconversione e Riqualificazione Industriale dell’Area di crisi industriale.”  Ha detto Siciliano.

Che l’economia del mare sia l’unica via per uscire dalla chiusura della Raffineria, è stato sempre al centro della programmazione dell’ ex vicesindaco. Il porto industriale di Gela è asservito solo alla Raffineria, e un porto, benchè  regionale,  non riconosciuto all’interno dello scenario burocratico gerarchico nazionale, non fa sinergia con altri porti. Da qui l’avvio dell’ex vicesindaco con il dialogo con le autorità portuale di Catania e Augusta.

La sfida che l’ex Assessore Simone Siciliano ha intrapreso è iniziata proprio dalla Legge di Razionalizzazione dei Porti individuata come urgenza dalla riforma Sblocca Italia, voluta dall’ex Ministro delle Infrastrutture Graziano del Rio, con il tentativo di fare evolvere il sistema portuale che da tempo scontava ritardi, disorganizzazioni e inefficienze. I porti ormai dovranno diminuire di numero e lavorare in sinergia.

“Proprio in questo nuovo contesto normativo, che ha trovato applicazione nel 2016, abbiamo fatto breccia – afferma Siciliano – con un’azione politico-amministrativo che ci ha permesso di far riconoscere a Gela il ruolo strategico, da cui è sempre stata tagliata fuori, nella catena dei trasporti e della logistica, come principale filiera produttiva con alto grado di specializzazione della Regione Siciliana.”

“Con il dialogo continuo con le autorità portuali di Augusta e poi di CAtania, sono riusciti a convincerli come questa appendice del Mediterraneo, Gela, sarebbe stata una opportunità per loro”.

Da qui lo schema condiviso per il ministro delle Infrastrutture, e dello sviluppo economico, che ha portato alla delibera di Giunta, in una delle poche sedute fruttuose di consiglio comunale.

Era infatti il 27 maggio 2016 , quando la Giunta Municipale con la delibera 194 proposta dall’ex vicesindato ha dato inizio ad una svolta storica nei processi di governo della portualità Siciliana.

Da qui si poteva innescare la possibilità per promuovere,  al presidente della Regione,  Gela come facente parte  della autorità portuale di Catania-Augusta, per diventarne componente effettivo anche con diritto al voto nelle scelte amministrative.

Nel luglio 2016 il Comune di Gela, ha siglato “l’accordo di adesione all’Area Logistica Integrata del quadrante della Sicilia Sud-Orientale”, congiuntamente al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, la Regione Siciliana, l’Agenzia per la Coesione Territoriale, l’Autorità Portuale di Augusta, di Catania, di Messina, i Comuni di Siracusa e Pozzallo, la società Interporto di Catania – S.I.S., RFI, e Reti Autostrade del Mare (RAM), dando seguito al Piano Strategico Nazionale della Portualità e della Logistica, con la prima Area Logistica Integrata d’Italia inaugurata proprio a Gela nel luglio 2017, alla presenza delle più importanti imprese della logistica in ambito internazionale.

“L’obiettivo principale è stato quello di avviare un processo di integrazione della rete logistica italiana, connettendo al meglio i porti con i sistemi di trasporto, Ferroviario, Stradale e le piattaforme logistiche (interporti) , in linea con gli impegni presi dall’Italia nel Programma Nazionale di Riforma e con le raccomandazioni del Consiglio Europeo che stabilisce che «la programmazione finalizzata al “Miglioramento della competitività del sistema portuale e interportuale” dovrà avvenire, nelle Regioni in ritardo di sviluppo»”.

È ovvio che il tutto abbia richiesto molto tempo. Vi è stao un comune con un sindaco che si è confrontato con una macchina regionale e ministeriale, senza copertura politica.

“Anche senza copertura politica, contrariamente a chi pensa sia indispensabile, siamo riusciti – ha detto Siciliano- a chiudere degli accordi importanti che hanno messo Gela in una certa posizione”.

“Siamo riusciti a trasformare una idea in una soluzione concreta” ha aggiunto Siciliano.

L’obiettivo è stato quello di rilanciare l’economia da un punto di vista produttivo strategico, creando un effetto trainante, derivante dallo sviluppo di settori alternativi a quello petrolifero, come l’Industria Agroalimentare, quello della meccanica strumentale e delle tecnologie innovative, fortemente legate alla manipolazione di prodotti, del traffico merci e del commercio internazionale, favorendo il commercio anche di transito, consentendo in qualsiasi momento la rispedizione all`estero delle merci depositate e la loro vendita sul territorio.

“Da qui nasce la sfida che bisogna continuare a giocare. Entro il 31 ottobre la Regione deve individuare i confini dei due Zes. Noi abbiamo sottolineato che le divisioni ci sono già, e sono le due aree logistiche integrate. Si stanno facendo delle selezioni su chi deve entrare nelle due aree logistiche.”

“Gela, nella sua posizione strategica, potrebbe essere associata a quella orientale o occidentale. Per questo è importante che non bisogna abbassare la guardia.

Nell’area di CAtania non vi è un porto industriale e Gela potrebbe avere un peso di rilievo in questa area. Il presidente deve firmare solo un atto per far rimanere Gela all’interno della autorità portuale di Augusta. Da qui la posizione della Zes diventa automatico” ha detto Siciliano.

 

“Tra l’altro per ben tre volte, per due anni, noi avevamo presentato tale istanza all’ex presidente della Regione Rosario Crocetta, ma lui non l’ha portata avanti. Perchè già saremmo dentro l’autorità portuale di Siracusa e Catania”. Ha detto Siciliano.

“Con la costituzione della ZES, congiuntamente all’avvio dell’Accordo per il rilancio dell’Area di Crisi Industriale Complessa di Gela, che attende solo la firma del ministro Di Maio, il nostro territorio, quale riferimento baricentrico dei comuni vicini, sarà in grado di attrarre capitali da investitori esteri, con l’annullamento delle tasse di ancoraggio, la detassazione delle accise sui carburanti per i mezzi portuali, specie se alimentati con propulsori a Metano, e la detassazione dei tributi sul costo del lavoro della ZES.”

“Ciò consentirà – ha aggiunto Siciliano- di applicare, nell’ambito di un’area ben definita, quale quella circoscritta dall’Area di Sviluppo Industriale (ASI), la medesima normativa di riferimento dei magazzini doganali, con ulteriore possibilità di svolgervi attività di manipolazione, trasformazione e commercializzazione, di prodotti, come espresso nell’istanza di inserimento, deliberata dalla Giunta Municipale il 4 gennaio 2018, come primo atto, dopo l’insediamento del nuovo Governo regionale, che il Presidente Musumeci si è trovato sulla scrivania. “

Questi sono gli strumenti che ci permetteranno di uscire dall’Area di Crisi. Ha detto Siciliano, ribadendo come non ci si può permettere di perdere il treno che passerà entro il 31 ottobre.