Gelensis, il Cav e il comitato mogli ex operai indotto insieme per i più deboli

Il dialogo è fondamentale per trovare una soluzione per chi vive ai margini della società, per i più deboli, in quanto Gela in questo momento non può essere definita una società civile.
Questo quanto sottolineato con una lettera aperta da Liliana Bellardita, presidente del Comitato Gelensis, da Marisa Bevilacqua portavoce del Comitato delle mogli degli ex operati dell’indotto, e da Rocco Giudice, presidente del Cav.

«Il grado di civiltà di una società si misura soprattutto dall’attenzione che essa riserva e per le energie che spende a favore delle categorie più deboli” e Gela, in questo momento, non può certo definirisi una società civile.
Oggi a piangerne le conseguenze sono tutti quei soggetti che necessitano dell’accudienza domiciliare e cioè i disabili e gli anziani che vedranno da settembre p.v. la sospensione dei servizi a loro favore ma anche di riflesso tutti quei lavoratori e lavoratrici delle cooperative sociali a sostegno a tali categorie.
Il tutto per ragioni che non sono imputabili a loro e che poco a loro importano ma delle quali, purtroppo, sono costretti a subire le conseguenze, come se la realtà che vivono non bastasse a penalizzarli, emarginarli o punirli.

Forse è colpa loro se il servizio in questione non è considerato importante e/o non ci sono finanziamenti? Forse è colpa loro se la politica del sociale fin’ora è stata inadeguata? Forse è colpa loro se Gela è in ginocchio?
Il Comitato delle mogli ex operai indotto Raffineria di Gela, il Cav e il Comitato Gelensis sono stati, sono e saranno sempre dalla parte dei deboli, non accettano i muri contro muri, non accettano le polemiche sterili fatte a distanza che sviano dalla reale e concreta soluzione dei problemi.
Non pensate che Gela sia abbastanza penalizzata? Lo stato di disperazione è tangibile in tutta la popolazione e Gela non si può permettersi di relegare ancora più nell’angolo le fasce deboli ed emerginate.

Invitiamo il Sig. Sindaco, quale massima rappresentanza del popolo in città, l’amministrazione tutta, il civico consesso, le parti sociali a tutti I livelli a collaborare e confrontarsi apertamente, senza sterili polemiche, nel rispetto dei propri ruoli, nell’unico e precipuo interesse collettivo al fine trovare una soluzione, oggi, per le categorie ai margini della società, ma anche per la dignità morale di tutta Gela che non può subire passivamente questo ennesimo pugno nello stomaco.

Sottolineamo: dialogo, dialogo, dialogo!!!! Per dare una soluzione positive e rapida a questa situazione, facendo ogni sforzo necessario.»