Gelensis Populus a Niscemi: non vogliamo che diventi la striscia di Gaza nissena

Dopo Gela e Piazza Armerina, a decidere sul passaggio all’area metropolitana di Catania, tra un mese, sarà Niscemi. Diversi sono per il nostro territorio, i rapporti economici e le vicinanze culturali con la  vicina città della Madonna del Bosco, per cui i diversi comitati si stanno dando un gran da fare per sensibilizzare la popolazione sugli aspetti positivi del passaggio alll’area catanese. Il gruppo di Gelensis Populus nei giorni scorsi ha incontrato i niscemesi, che sono certi del passaggio con Catania. “I cittadini sono convinti che rimanere con Caltanissetta non potrebbe che rappresentare il tracollo dell’economia della loro comunità, e vedrebbero come un tradimento questa eventuale scelta, che determinerebbe una frattura insanabile fra politica e volontà popolare”, hanno detto i componenti di Gelensis Populus.
“Niscemi per Gela – ha detto Liliana Bellardita, portavoce del gruppo – è una città sorella, ed è compito nostro stare tra i cittadini per sostenerli in una battaglia che li possa condurre, pur nel rispetto della loro autonomia e della loro autodeterminazione, nella città metropolitana di Catania, area nella quale sono già proiettate Gela e Piazza Armerina”. 
I componenti di Gelensis evidenzino la posizione baricentrica di Niscemi nel comprensorio che raggruppa le città di Gela, Caltagirone e Piazza Armerina; ritengono che il non aderire a quest’area farebbe del territorio di Niscemi un istmo periferico nisseno, a confine del ricco hinterland di città amiche che gestiranno servizi sovra comunali indipendenti dalla città di Catania. Ciò significherebbe che i niscemesi dovrebbero continuare a muoversi verso la lontana Caltanissetta, per risolvere i propri problemi amministrativi e burocratici, con la beffa di trovarsi gli stessi uffici a due passi da casa. Le iniziative del comitato Gelensis Populus nella città di Niscemi continueranno nelle prossime settimane prossime settimane.