Gelensis Populus su referendum trivelle: atto di responsabilità verso l’ambiente e generazioni future

Il Comitato “Gelensis Populus”  mette in risalto l’approccio sbagliato e la contraddizione e contraddittorietà della politica nazionale e regionale sul Referendum sulle Trivellazioni che si terrà il 17 aprile prossimo, per cui il popolo itialiano dovrà decidere se i permessi per estrarre idrocarburi in mare, entro 12 miglia dalla costa, cioè più o meno a 20 chilometri da terra, debbano durare fino all’esaurimento del giacimento, come avviene attualmente, oppure fino al termine della concessione. “Non scordiamoci – ha comunicato il Comitato –  degli impegni internazionali presi dall’Italia in ordine alla politica energetica che prevede entro brevissimo la riduzione nell’utilizzo di energie fossili accompagnata dall’incentivazione dell’utilizzo di energie alternative. Non scordiamoci che il referendum popolare è frutto della iniziativa portata avanti da nove regioni (tra cui non c’è la Sicilia), sei delle quali rette da governatori del PD, e che, di contro, Renzi definisce questo referendum una perdita di tempo e risorse finanziarie, invitando tutti ad astenersi.”
Il comitato fa una serie di considerazioni. “La sostenibilità ambientale – afferma il comitato – non può limitarsi ad essere un tema politico o un tema economico o un tema occupazionale o quanto meno non solo! È un tema culturale, è un tema di coscienza. Certamente il quesito posto dal referendum popolare, espressione della più alta forma di democrazia, si pone come occasione per ripristinare una alterazione in ordine alla durata delle autorizzazioni all’estrazione entro le 12 miglia che era stata creata in una legge di stabilità; norma che consentiva, e ad oggi ancora consente, alle società petrolifere di estrarre, piuttosto che per la durata della concessione o dell’eventuale sua proroga, fino ad esaurimento del giacimento, prescindendo da qualunque limite temporale. “
 
Il comitato, tramite il suo portavoce Liliana Bellardita, sottolinea come  vittoria del SI al referendum non comporta nell’immediato alcun effetto in questo senso dal momento che le prime scadenze delle concessioni si matureranno a distanza di qualche anno.
“L’argomento della perdita dei posti di lavoro- afferma Liliana Bellardita –  è un ricatto ignobile perché, e ne abbiamo dimostrazione del nostro martoriato territorio, è la crisi del settore petrolifero a livello mondiale che sta mietendo sempre più vittime nel mondo del lavoro certo non la scadenza o la non scadenza delle concessioni ad estrarre. Ma in ogni caso non si può svendere l’ambiente o la salute per rispondere a logiche occupazionali o di fatturato o di investimenti.”
“Gela  – continua – è fin troppo abituata a logiche del genere ed oggi sappiamo sulla nostra pelle cosa significa. L’approccio deve essere nuovo e richiede un atto di responsabilità verso l’ambiente e le generazioni presenti e future. Atto di responsabilità che richiede coraggio e lungimiranza da parte di tutti come anche un atto di disponibilità a fare passi indietro
per riacquistare una nuova consapevolezza e lucidità”.
“Occorre – conclude – puntare su nuovi stili di vita, educando all’alleanza tra umanità e ambiente. La sfida ambientale non può essere staccata da quella educativa. Sfida a cui tutti indistintamente siamo chiamati, ciascuno a partire dal proprio piccolo. Il referendum popolare del 17 aprile. è una occasione, solo la prima in ordine di tempo, per raccogliere questa sfida”. 
 
 
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