Il gelese Orazio Paolello tra i protagonisti di Spes contra Spem-Liberi dentro. Viaggio dentro il carcere

C’è anche il gelese Orazio Paolello, tra i protagonisti del docufilm Spes contra Spem- Liberi dentro, del regista Ambrogio Crespi, e presentato al Festival di Venezia.

Arrestato a Piazza Armerina nel 1993 perchè era stato considerato capo della Stidda, organizzazione mafiosa presente sul territorio siciliano, Paolello è tra i detenuti che  ci accompagnano in un viaggio inimmaginabile. Un viaggio dentro ad anime oscure del carcere. un viaggio nel buio profondo attraverso squarci di luce che come dei lampi accecano chi li guarda.

Una Produzione Index Production Nessuno Tocchi Caino, in collaborazione con Radio Radicale, Casa di Reclusione di Opera e Dipartimento dell’amministrazione Penitenziaria

Il docufilm politico di 70 minuti pone attraverso la voce del condannato e dell’amministrazione penitenziaria la prospettiva, il senso della pena e la sua espiazione; la questione della redenzione ma non certo il perdono. Un uomo non è il reato che compie.Un manifesto contro la criminalità, scritto da criminali che sgretolano il mito del criminale stesso.
Uomini con un ergastolo ostativo, un “fine pena mai” che oggi sono un manifesto delle istituzioni e che ringraziano senza dubbi chi li ha sottratti alle loro vite “libere” perdute.
I poliziotti penitenziari emergono come eroi consapevoli e guardiani delle nostre coscienze; umani e maturi, protettori dello Stato.

In Italia esistono due tipi di “ergastolo”, quello noto alle cronache di tutti che possiamo definire “normale” e quello meno conosciuto che è “ostativo”.

Nel primo caso il condannato ad ergastolo può, dopo 26 anni di detenzione, uscire dal carcere oltre che avere la possibilità di usufruire di permessi premio, semilibertà o liberazione condizionale.

Nel secondo caso, quello dell’ergastolo ostativo cioè del “fine pena mai”, il detenuto vivrà in un regime di eccezione, senza poter accedere ad alcun beneficio penitenziario. Una pena quindi immutabile, tranne in un caso: collaborando con la giustizia, diventando “pentiti”.