Gelesi costretti a “migrare” per curarsi. Csag: tutte le risorse a Caltanissetta

L’ Asp di Caltanissetta, individua maggiore risorse ed impegno per l’ospedale di Caltanissetta, l’individuazione del Pec-Tac, Emodinamica, Pronto soccorso di I livello (nonostante sia a Gela l’ospedale con il maggior numero di accessi dell’area), solo per citare alcuni esempi, nel contempo riserva solo promesse per Gela, come lo scandalo dell’Utin che appare in tutti i discorsi e programmi ma sono passati più di 8 anni dall’individuazione in Gurs, e poi la Breast Unit, la Ginecologia e Ostetricia di II livello, il Polo Oncologico, ed altro ancora. Sono rimaste, tutte, solo promesse.  Questo quanto rimarcato da Filippo Franzone, portavoce del Csag (comitato per lo sviluppo dell’area gelese).

Il comitato afferma di non avere più nessun dialogo con l’Asp nissena, da quando si è insediato il direttore Carmelo Iacono.

“I conti non tornano, in Sicilia si offre assistenza sanitaria in base al titolo nobiliare (Capoluogo) che la città possiede o per le effettive necessità dei territori?
Perché se fosse così, a nulla vale essere in cima alle classifiche per numero malattie tumorali, malformazioni, ecc, perché alla fine dobbiamo «migrare» ai fini delle cure più adeguate, in territori semi-desertici come quelli del capoluogo nisseno, ma in possesso di un titolo nobiliare.” Ha affermato il comitato.

“Non possiamo che ringraziare tutto il personale ospedaliero gelese, che con sacrificio, professionalità e poco budget, riesce a far fronte all’enorme mole di lavoro a cui sono sottoposti, ma, non è più tollerabile che per dare un servizio ai gelesi, ci si debba sacrificare.
Gela da sempre chiede servizi dignitosi ai bisogni e dimensioni di una grande città siciliana al centro di un popoloso comprensorio. Ed invece quello che oggi ci è assicurato è la «migrazione».”

“L’Asp – conclude il comitato – faccia un riepilogo generale delle somme spese per personale, servizi, apparecchiature, impianti, forniture, tra la zona sud e la zona nord di questo incoeso territorio, e poi potrebbe iniziare col chiedere scusa ai gelesi, impegnandosi veramente per dare ai gelesi un servizio ospedaliero degno della sesta città siciliana.”

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