Giallo, rosso e Salvini

Pubblichiamo questo testo che ci ha spedito il dott. Emanuele Antonuzzo

Sono le sedici di martedì 12 maggio, a Gela il sole batte forte tra via Europa e via Morselli, siamo già in piena campagna elettorale per l’elezioni del Sindaco e del Consiglio comunale, una piccola folla è riunita in attesa di una persona molto conosciuta:compare sempre in televisione. È in arrivo l’altro Matteo nazionale, un tempo fu secessionista e poi federalista, ma oggi si presenta come il profeta del nazionalismo e per divulgare il suo verbo è disposto a prendersi addosso di tutto:cosa che puntualmente avviene ogni volta che supera la “Grüne Linie” (linea verde), più conosciuta come “Linea Gotica”. Quando Salvini arriva da Roma in giù la contestazione è assicurata, accompagnata da lanci di uova, frutta e ortaggi. È successo in Puglia ancora l’altro ieri, a Gela la contestazione c’è stata – un drappello di giovani armati con una bandiera no Mous e una bandiera della Trinacria hanno gridato, contro il segretario della lega nord, ogni tipo di parolaccia ma non hanno sprecato nemmeno una buccia di banana. Salvini è arrivato alle diciassette e trenta con notevole ritardo sull’orario previsto, alla faccia della decantata puntualità meneghina, ed è entrato da una porta laterale – evidentemente senza la protezione delle telecamere delle TV nazionali, che quotidianamente frequenta,

Matteo perde un po’ della sua supponenza. La giornata gelese dedicata a Salvini è finita come era iniziata, sostenitori e contestatori, in verità poche decine per parte, a gridarsi offese e un significativo numero di forze dell’ordine a frapporsi per evitare il peggio. Il segretario della lega nord era a Gela per sostenere una lista e un candidato a sindaco che a lui fanno riferimento, forse nel tentativo di risalire la penisola con la camicia verde come un tempo fece qualcuno con la camicia rossa. Non sappiamo quale successo avrà il progetto salviniano, saltiamo per opportunità elettorale ogni considerazione di merito sulla proposta locale, ma sull’argomento un minimo di analisi politica generale ce la permettiamo. Il tema principale dell’agenda leghista resta l’avversione all’immigrazione, con una forte dose di razzismo, argomento che arriva direttamente alla pancia della gente provocandone la reazione e scatenando una guerra tra poveri. Il problema dell’immigrazione clandestina è uno dei più grandi problemi mondiali che bisogna affrontare in chiave internazionale, senza raccontarlo con lo slogan:nero, brutto e cattivo.

L’Italia avrà sempre più necessità degli immigrati, siamo una nazione in continua fase d’invecchiamento, il punto è che si tratta di risorse umane, non di carne da macello per garantire una economia da strapazzo e perfino delinquenziale. Basterà questo mantra contro i neri e i rom per far breccia negli elettori meridionali e siciliani? Non è ancora facile dirlo. Per il resto il disegno politico di “Noi con Salvini” appare improntato più alla protesta, cavalcando il problema di turno che colpisce la sensibilità dell’elettorato incazzato, piuttosto che alla proposta concreta e programmata. Quanto poi ai sostenitori del movimento, insieme ad alcuni adepti che magari credono realmente alla reale o apparente novità, ci sono degli autentici caporali del consenso che intravedono una nuova area dove ricollocarsi nella loro ennesima vita politica. In Sicilia il proconsole di Salvini è tale Angelo Attaguile, democristiano per vocazione, indipendentista/autonomista per professione, leghista per disperazione:non tanto la sua, eletto nel PDL nella circoscrizione Campania due, ma quella delle camicie verdi che grazie a lui hanno potuto formare il gruppo alla camera.

La politica attuale, a livello nazionale, regionale e perfino locale, lascia grandi spazi che dovrebbero essere occupati dalle idee non dagli interessi padronali. Trovare la fiducia è difficile, non solo per i giovani ma per tutte le persone oneste, cercarla però è un “imperativo categorico”, altrimenti il prezzo da pagare sarà un inesorabile medioevo tecnologico, amplificato dalla comunicazione di massa.

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