Gigli: “Chi è contro le trivelle spieghi perché!”. Domani, intanto, presidio a Palermo

“Il protocollo firmato all’Eni garantirà i livelli occupazionali e produttivi”.

A ribadire il concetto, più volte ascoltato in poco più di un mese trascorso dalla firma del protocollo al Ministero per lo Sviluppo Economico, è stato Sergio Gigli, Segretario generale della Femca Cisl. Gigli, in visita a Gela per presenziare a un direttivo, ha concentrato la sua attenzione su quanto, proprio nei giorni scorsi, le sigle sindacali avevano chiesto al Presidente della Regione, Rosario Crocetta e cioè attivarsi per il riconoscimento di Gela come “area di crisi complessa”. “La velocità con cui si reagisce è fondamentale – ha continuato Gigli – è importante procedere in fretta, il riconoscimento dell’area complessa gioverebbe a tutti i lavoratori e in primis a quelli dell’indotto”. E parlando delle trivelle, ha aggiunto: “Chi è contrario ci spieghi perché lo è. Qualsiasi Paese al mondo vorrebbe desiderare una ricchezza simile nel sottosuolo. Mi pare tra l’altro che ci siano tutte le condizioni di sicurezza collaudate. Insomma, parliamo dell’Eni, che ha tecnologie altamente specializzate e sicure”. Intanto, domani venerdì 19 dicembre davanti a Palazzo D’Orleans si terrà un presidio per dire ancora una volta “no alle trivelle”. Il Presidente dell’Anci Sicilia, Leoluca Orlando, ha lanciato un appello ai sindaci siciliani affinché partecipino alla manifestazione. “Le aree del Mediterraneo in cui si intende posizionare le trivelle a impatto distruttivo sono estremamente fragili e presentano anche dei sistemi vulcanici sommersi e ancora attivi – ha affermato Orlando – così facendo, si rischia di alimentare la sismicità e di mettere a rischio aree di pregio naturalistico e paesaggistico e fiorenti attività economiche legate al turismo e alla pesca. Insomma, sarebbe uno scempio in tutti i settori che riguardano lo sviluppo economico e sostenibile. No alla vendita della nostra terra ai petrolieri”.