Gioco d’azzardo a Gela: una rivoluzione in arrivo?

 

Siamo alla vigilia di un grande cambiamento nel mondo del gioco d’azzardo in Italia. L’estate del 2019, infatti, sarà segnata dall’entrata in vigore del Decreto Dignità e del divieto totale della pubblicità al gioco d’azzardo in esso contenuto.

Nelle intenzioni del governo, l’abolizione completa della pubblicità dovrebbe ridurre la spinta degli utenti a scommettere e, a cascata, si dovrebbe registrare anche una riduzione dell’incidenza della ludopatia.

Le voci più critiche rispetto al Decreto Dignità affermano che in realtà la pubblicità svolge un ruolo sociale, aiutando i cittadini ad essere informati e a saper distinguere tra casinò online legali e siti di gioco non autorizzati.

Grazie infatti a spot televisivi e promozioni sui vari mezzi di comunicazione, qualsiasi utente ha l’opportunità di giocare in modo sicuro nei migliori casino in Italia che hanno ottenuto la licenza AAMS. Senza le attività promozionali, questa capacità di scelta verrà meno.

Lo stesso effetto potrebbe prodursi nel settore del gioco tradizionale, quello presente sul territorio, con una possibile spinta dei giocatori verso agenzie di scommessa e sale giochi non ufficiali che non offrono alcuna protezione agli utenti.

Un’altra forte critica sottolinea che il blocco della pubblicità potrebbe non avere alcun effetto sulle ludopatie. La pubblicità del fumo è vietata da anni nel nostro Paese eppure sono ancora milioni i cittadini che sono dipendenti dalla sigaretta.

È prematuro esprimere giudizi sulla capacità del Decreto di incidere sulla diffusione delle ludopatie, ma siamo certi che la legge avrà un notevole impatto sul settore del gioco anche a livello locale e potremo misurarlo solo partendo da quelli che sono i dati attuali sull’azzardo in Sicilia e a Gela.

Partiamo con i dati relativi ai giovani che ci vengono forniti dal CNR: nel 2017, il 43,7% dei ragazzi tra i 15 ed i 19 anni hanno giocato almeno una volta d’azzardo (nei 12 mesi precedenti), una percentuale che colloca la Sicilia al secondo posto a livello nazionale, dietro la Campania. All’interno di questo gruppo, il 13,1% dei giovani ha manifestato un profilo di gioco a rischio e l’8,9% un profilo problematico.

Cosa possiamo invece dire degli adulti? Non molto, poiché la regione Sicilia ha scelto di non investire i contributi che avrebbe consentito di completare lo studio del CNR anche sulla popolazione di età superiore.

Grazie invece ad un rapporto pubblicato da InfoData possiamo esplorare il livello della raccolta del gioco nel Comune di Gela. A fronte di un dato pro-capite a livello nazionale di 610,30€, a Gela la raccolta del primo semestre del 2017 si è attestata a 512,81€.

Le ipotesi che affermano l’esistenza di una correlazione tra basso livello di reddito dei giocatori e alta spesa nei giochi, non trovano conferma nello studio a cui stiamo facendo riferimento. A Gela infatti il reddito è al di sotto della media nazionale e la disoccupazione a livello provinciale è del 17,70%, cioè 6 punti percentuali al di sopra del dato nazionale.

Come rivelato dal rapporto del Gruppo Gedi “L’Italia delle slot”, gli apparecchi di gioco sono molto amati dai siciliani e dai nisseni. Il dato è confermato anche da una recente indagine pubblicata dalla Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi, che inserisce Palermo e Catania tra le prime dieci città italiane con il maggior numero di imprese ed attività nel settore del gioco.

Questa quindi la situazione del gioco a Gela e nella regione, tra meno di un anno potremo tornare ai dati e vedere gli effetti prodotti dal Decreto Dignità.