Giornata da dimenticare per Gela, sul web: “Quando non ci sarà più nulla, che cosa ci sarà da bruciare?”

Giornata da dimenticare per Gela, che si è svegliata con i sogni distrutti e i tanti sacrifici dei responsabili di due diverse attività andati in fumo.

Indossava la maglietta nera del Bcool beach Salvatore Cavaleri stamattina, titolare del lido nei pressi della rotonda est di Macchitella, divorato dalle fiamme e raso al suolo dal rogo. Comprensibilmente scosso per il triste scenario davanti ai suoi occhi, che ha ridotto in cenere tutti i sacrifici e la passione per il suo mestiere. Il Bcool beach, infatti, era fra le strutture più frequentate da adulti e ragazzi.

Stessa sorte, purtroppo, è toccata anche a un altro locale, inaugurato proprio pochissimi giorni fa: il bar Belvedere, nei pressi del Municipio, di cui oggi è rimasto ben poco. Dalla gioia dell’apertura al dramma di un incendio che non ha lasciato nulla.

“Fuggite – scrive qualcuno – chi può lo faccia, chi può fugga da un posto che sembra essere maledetto. Un posto dove le persone senza etica sembrano essere di gran lunga più numerose rispetto a chi ha in sé anche solo il concetto base di civiltà. Fuggite!”. “Quando tutto sarà andato in fiamme e ci sarà il deserto – commenta qualcun altro – mi chiedo allora cosa ci sarà da bruciare”.

E ancora: “Quanti sacrifici, quante sofferenze, quante rinunce per migliorare la nostra realtà e poi? Nessun sostegno, nessuna gratificazione e tutto finisce in fumo? Non è possibile, non è giusto!”. “Io credo ancora nel buon senso, nell’amore per questa città molto martoriata da atti come questo. Si dice che, cadendo, ci si rialzi più forti di prima e io ci credo. Solo insieme possiamo andare lontano!”. “Tutti indignati – ha ammonito infine qualcun altro – ma nessuno che combatte veramente”.