Il giorno della liberazione di Crocetta. La sinistra divisa tra Micari e Fava

Questo per me è un giorno di liberazione personale. Ho fatto 5 anni di sacrifici terribili, di violenze persino a me stesso. Al mio modo di pensare, di vedere la politica, di vedere il rapporto tra società e istituzioni”. Questo quanto commentato dal governatore Rosario Crocetta oggi pomeriggio, durante la conferenza stampa di annuncio del ritiro della sua candidatura.

La decisione è stata presa ieri sera dopo un incontro con il segretario del Pd Matteo Renzi che tra l’altro ha annunciato una visita in Sicilia per venerdì e sabato prossimi.

“Senza di noi Micari era perdente: io da solo rischiavo di prendere più voti di lui. ” Questo quanto sottolineato dal presidente uscente”

 Ormai è quasi ufficiale Micari, il rettore di Palermo sarà il candidato del centrosinistra, sostenuto dal Pd, che domani ufficializzerà il suo via libera, da Leoluca Orlando, dal movimento di Crocetta e da Ap (anche se gli alfaniani devono ancora dare l’ok definitivo).

Ma la sinistra è sempre divisa e una parte di essa è attorno al nome di Claudio Fava. Micari e Fava si misureranno con il M5s Giancarlo Cancelleri e con il centrodestra di Nello Musumeci.”

Micari con noi adesso può vincere, oggi si gioca una partita diversa, con un centrosinistra quasi compatto. Mi dispiace che Fava faccia la solita corsa solitaria, potevamo farla insieme e forse con le primarie avremmo risolto questo problema”, ha concluso il presidente Crocetta, annunciando che farà il capolista per trainare il Megafono alle prossime elezioni, ma che non farà il deputato all’Ars; invece “l’unica prospettiva che mi interessa è un ruolo politico dentro il Pd nazionale e siciliano”. Ha detto il governatore