Giovani che conoscono le lingue. Turismo e ristorazione cercano queste figure

Conoscere almeno una lingua straniera è indispensabile per trovare lavoro anche in Sicilia. Lo ha affermato il segretario regionale di Confcommercio, Salvatore Scalisi. I settori dove è più facile trovare lavoro è quello del turismo e della ristorazione. Le imprese di tale settore se non riescono a trovare del personale tra i giovani siciliani, assumono gente più preparata dall’estero. Adesso anche un addetto alla vendita di un negozio deve conoscere bene almeno una seconda lingua. Nel settore turismo, una delle zone che sta crescendo rapidamente è Ragusa. Una città che offre molto in quest’ambito ma non solo perché è dotata di grandi infrastrutture turistiche e strutture ricettive. Si ricercano, anche molti animatori di villaggi. Ma anche in questo caso è fondamentale la conoscenza delle lingue straniere. Tra i laureati, da noi però meno di uno su cinque conosce perfettamente l’inglese. E pochissimi quelli che parlano correntemente lo spagnolo e il francese. In effetti fino a poco tempo fa  le aziende sembravano a essere le prime a snobbarle, le lingue straniere.  Conoscere l’inglese o il tedesco non contava poi tanto. E sapere una lingua o due, se cercavi lavoro dalle nostre parti, soprattutto in una piccola o media impresa, finiva quasi per sembrare un vezzo. Oggi  la perfetta conoscenza di una lingua, al momento dell’assunzione di un neolaureato, conta adesso più dell’esperienza di lavoro e del conseguimento di un master. Se si guarda all’Europa, il confronto con gli altri paesi non è confortante. In Svezia  il 90 per cento conosce una lingua straniera  e in Danimarca l’88 per cento.  Livelli più elevati anche in Germania (il 67 per cento), Francia (il 51 per cento) e Spagna (44 per cento). Quanto a due lingue straniere, il numero degli italiani scende al 16 per cento rispetto a una media europea del 28 per cento. Insomma le lingue straniere non sono la nostra specialità. Il mercato inoltre  ha bisogno di gente che ha competenze tecniche professionali. “Vi sono  aziende – ha detto Scalisi – che cercano anche molti artigiani, quelli che una volta si potevano definire tali, come i fontanieri, gli idraulici.  Mestieri rivolti alle persone, in cui magari non si deve necessariamente parlare due lingue però, serve un’alta specializzazione. C’è la necessità di trovare persone in grado di saper svolgere i mestieri”

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