Gisana: mettere al centro i poveri. Per far risplendere Gela cambiare il modo di relazionarsi

La Chiesa deve mettere al centro della attività pastorale i poveri, i disoccupati, gli ammalati, i giovani allo sbando, le famiglie disorientate, gli anziani. Non possiamo pensare che con il rito della croce si possa mettere a tacere la nostra coscienza.

Queste le parole di mons. Rosario Gisana stamani in una piazza Calvario stracolma di persone. In tantissimi nelle vie del centro storico hanno seguito la processione e hanno voluto rendere omaggio a Cristo in Croce.

“Se volete che risplenda la Ghelas che abbiamo ereditato dai nostri genitori ognuno di noi deve cambiare il modo di relazionarsi”. Ha detto mons. Gisana.

Questa è la Gela che sta vivendo un periodo di particolare disagio, dovuto alla diminuzione del lavoro. Una Gela che stamani si è riversata ai piedi di Cristo e di Maria per chiedere di risollevare le piaghe che attanagliano la città. Le stesse piaghe di Cristo della Croce, ha aggiunto mons. Gisana.

L’adorazione di Cristo sulla Croce andrà avanti fino alle ore 19:30, e poi il Signore verrà deposto dalla croce e, una volta adagiato nell’Urna, sarà portato a spalla in processione dai marinai che, per tradizione, non poggiano mai a terra durante il percorso.