Giudice: un protocollo della legalità per gli appalti pubblici. Cinque le questioni irrisolte con il Comune

    Un protocollo della legalità, in modo da rendere trasparente il sistema degli appalti pubblici. Questa é la proposta  che la Cgil farà, a partire da gennaio, al sindaco Domenico Messinese e alla sua giunta.   Il segretario Ignazio Giudice sottolinea come siano 5 le questioni rimaste aperte con il comune, e  per cui si annuncia una mobilitazione se non verranno risolte. Infatti non é normale che “il Comune non saldi subito le fatture presentate, così come è successo prima di Natale per il servizio raccolta rifiuti”. “A pagarne le conseguenze – ha detto Giudice- sono stati i lavoratori che hanno ricevuto solo un piccolo acconto dopo l’intervento della Cgil, altrimenti, nel silenzio assoluto, neppure quello”. Il sindacalista mette in evidenza come non sia normale “che il Comune non controlli la corretta applicazione dei contratti alle lavoratrici degli appalti e delle convenzioni nel settore servizi sociali ed anche lì le cooperative lamentano il pagamento in ritardo delle fatture e usano ciò come motivazione per dare gli stipendi in ritardissimo”.  “Non è normale, a distanza di tre mesi dalla scadenza, non far ripartire i servizi di assistenza agli anziani ed agli inabili;  non è normale non avere la refezione scolastica malgrado solleciti sin dall’estate;  non è normale avere la Ghelas dalla salute incerta”. Asserisce  il sindacalista, che mette in evidenza come il primo banco di prova sia il pagamento delle mensilità di novembre e dicembre ai lavoratori della Tekra entro il 10 Gennaio, così a seguire tutti i servizi bloccati presentati al Prefetto. “Quei servizi – ha detto Giudice”- occupano 500 lavoratori e sono fondamentali per l’economia della città oltre che, ovviamente, per gli assistiti. Il protocollo di legalità che si proporrà misurerà il coraggio, la coerenza e la libertà di chi ha parlato di Onestá  che dovrebbe essere la condizione preliminare per occuparsi di bene comune, una ovvietà da non sbandierare. Per esempio gli imprenditori che negano i diritti ai lavoratori sono disonesti e andrebbero buttati fuori. Questo fanno gli onesti e questo rivendica la Cgil”. .