Giuseppe Di Dio: “Non farò accordi. Voglio candidarmi per amministrare la città”

Sembra quasi sicura la candidatura a sindaco di Gela del segretario provinciale e consigliere comunale Giuseppe Di Dio, mancano solo gli atti formali e la piena disponibilità da parte del partito Articolo 4. “Il partito – ha detto Di Dio – anche se nato da un anno, ha raggiunto la maturità per scendere in campo. Formato da un gruppo intelligente e professionale, è stato sempre presente, leadership dell’opposizione. Insieme abbiamo presentato mozioni, e scesi per strada, ed è arrivata l’ora di governare”. Il partito presenterà il consuntivo delle sue attività domenica prossima, dalle ore 10:00 a Villa Peretti. “Porteremo a conoscenza anche parte del programma – ha asserito Di Dio – che stiamo preparando e che vogliamo portare avanti, e che non sarà il solito copia e incolla. Inviteremo anche i concorrenti, perchè la cosa che vogliamo mettere in evidenza è la necessità di un lavoro sinergico di tutte le forze politiche, a prescindere del risultato elettorale, per il bene della città”. Di Dio ha sottolineato che non farà mai compromessi per la carriera politica, nè cambierò assessori . ” Non concorrerò per fare il sindaco, ma per amministrare la città. Gli accordi li farò solo sul programma, presenterò i miei sei assessori in prima battuta e terrò lontano chi avrà idee diverse dalle mie”, ha affermato il consigliere. Di Dio ha confermato che non si candiderà a consigliere comunale. “Questo per dimostrare che il mio unico interesse è quello di governare la città”. Questa decisione potrebbe comportare al consigliere il rischio di un possibile trasferimento di sede di lavoro se il consenso da parte della popolazione risultasse insufficiente per la sua elezione a sindaco. “Fino a ora non sono stato trasferito, come i miei colleghi che lavorano per Eni, solo perche facente parte della classe amministrativa della città”. A proposito di Eni, il consigliere ha evidenziato come i 1100 posti che l’accordo sottoscritto al Mise il 6 novembre scorso  avrebbe dovuto mantenere, sia solo “uno specchietto delle allodole” in quanto “i lavoratori effettivi saranno solo 600, i rimanenti sarebbero costituiti da pensionati, mobilità lunga e decessi, che non saranno mai rimpiazzati”. Si sa che Gela sia una città difficile da governare, con problemi atavici, ma anche recenti come quello della raccolta differenziata , che è stata spesso motivo di discussione nelle sedute consiliari. “Un problema -ha detto Di Dio – che non necessiterebbe tanto tempo a risolvere. La scomparsa improvvisa dei 1000 cassonetti, ha creato in varie parti della città discariche sui marciapiedi. Il capitolato  d’appalto è ineccepibile, ma è mancata l’applicazione della penale per le tante inadempienze della ditta appaltatrice, tra l’altro con contratto scaduto e con una proroga, che non doveva essere concessa. I rifiuti restano a marcire per le strade per mezze giornate, quando il capitolato prevede tutt’altro. I sacchetti sarebbero dovuto essere distinti per tipologia di rifiuti, invece ne sono stati distribuiti solo due tipi, e ci sono tanti cittadini che non ne hanno visto nemmeno l’ombra. Il tutto per un costo di 68 milia euro ogni sei mesi”. Giuseppe Di Dio, in questi anni ha fatto un’opposizione dura a Fasulo. ” È evidente che vi siano problemi che non si possano risolvere facilmente, ma il sindaco si è mostrato inadeguato e vogliamo fermare il declino della città. È mia intenzione fare il sindaco a modo mio, senza vincoli,  e senza compromessi con nessuno, come hanno invece altri sindaci che hanno puntato solo all’ascesa politica”

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