Gli educatori esclusi dal Bonus di 500 euro, al via il ricorso al Tar

Il  bonus di 500 Euro utilizzabile per  l’aggiornamento professionale e culturale dei docenti, è destinato solo a quelli di ruolo, escludendo i precari e gli Educatori, anche se di ruolo. Eppure questi ultimi contribuiscono alla formazione degli studenti al pari dei docenti di ruolo.  Una scelta che risulta incomprensibile, dal parte del ministro Giannini e del preimier Renzi, che hanno escluso il Personale Educativo anche dal piano assunzionale della Buona Scuola. Per tale motivo l’Andesp, sindacato a difesa del personale educativo, sta organizzando un ricorso per i docenti-educatori di ruolo, ingiustamente esclusi dal Bonus. Anche perchè gli educatori che  sono presenti nei convitti, ma anche negli istituti scolastici, svolgono il loro lavoro con la stessa professionalità dei docenti. A tal proposito pubblichiamo un comunicato redatto da Vittorio Balestrieri, Educatore del Liceo Europeo del Convitto di Napoli e appartenente al Coordinamento editoriale Andeisp,  in cui viene sottolineato come “essere docente educatore di Convitto in un Liceo Europeo significa essere referente didattico a tutto tondo della propria classe di alunni affidati”. Vittorio Balestrieri mette in evidenza come gli Educatori, nei Licei Europei e in ogni settore scolastico, sono docenti come gli altri. 
“Sono da 20 anni nella scuola, e da quasi 20 anni lavoro in un Liceo Europeo (tranne per 2 anni circa, in cui da precario ero utilizzato presso la scuola primaria interna dove, come tuttora e ancora oggi fanno egregiamente tutti i miei colleghi impegnati in tutta Italia in quel settore, facevo nei fatti il docente del tempo prolungato), e anche qui le mie attività da sempre sono state di tipo didattico; e non solo proprio non mi va giù che illegittimamente la legge 107 non tenga conto della nostra quarantennale equiparazione a docenti, ma soprattutto che essa da alcuni dirigenti Miur possa essere malamente e malignamente interpretata “ad escludendum” delle nostre fondamentali e referenziali figure educative e didattiche dal novero dei suoi beneficiati.
Ovviamente per altro, sarei stato ben lieto se qualcuno avesse proposto un fondo di solidarietà sindacale per la resistenza all’iniqua legge, a favore di scioperanti ad oltranza.
E invece, sono profondamente deluso e offeso dalla risibile proposta di alcuni, di vedere rimborsato il mio chiaro diritto al bonus dell’autoaggiornamento didattico e alla formazione del docente di ruolo, impegno per noi educatori (classe di concorso L030, qualifica KA05 come i maestri, inquadramento Docente scuola primaria, ordine di scuola PPPP ossia istituzioni convittuali) previsto persino dal vigente Ccnl ex art.133, attraverso una sottoscrizione di quote sindacali, sulla quale vedasi il seguente articolo http://www.orizzontescuola.it/news/bonus-500-euro-andeisp-uil-tutelarci-serve-ricorso-al-tar
 
Tanto per chiarirlo, essere docente educatore di Convitto in un Liceo Europeo significa essere referente didattico a tutto tondo della propria classe di alunni affidati dalla prima alla quinta Liceo, ossia partecipare attivamente alla vita scolastica degli alunni, dalla programmazione all’attuazione didattica delle attività didattiche previste, e a tutti i consigli e collegi (che in base alle specifiche norme e note Miur di metà anni ‘90, da noi sono “perfetti” solo se “integrati” dalla presenza degli educatori) di un vero Liceo, somministrando prove e elaborati didattici e partecipando alla discussione didattica in classe e alla realizzazione del processo didattico di insegnamento e apprendimento degli alunni, grazie allo Studio Guidato dell’educatore e ai Laboratori Culturali da lui progettati e realizzati in maniera comune e condivisa col docente, e attuati ai sensi del progetto del Liceo Europeo.
Un progetto nei convitti Nazionali oggi come allora attuato, e quanto mai attuale, che recita: “il laboratorio va principalmente inteso come momento in cui l’alunno, guidato dal docente e, con la collaborazione dell’educatore o del lettore di madre lingua europea, ripercorre l’itinerario tracciato nella lezione, verifica le soluzioni proposte dal docente attraverso idonee esperienze guidate, mette a frutto il supporto della documentazione, estende e approfondisce le informazioni che gli sono state offerte, sistema, riassume e dimostra il complesso delle acquisizioni per le performances che gli sono richieste.”
Se poi si leggono gli atti dei numerosi convegni sui Licei Europei e alcuni POF di vari convitti (Napoli e Roma, ad esempio, ma ce ne sono più di una ventina) che lo attuano, si scopre che la realizzazione condivisa dei laboratori educatore-docente del Liceo Europeo è effettuata attraverso: “progettazione laboratoriale annuale e programmazione e organizzazione settimanale del laboratorio basata sulla verifica dei risultati scolastici e sulle difficoltà metodologico-disciplinari emerse; correzione meta-cognitiva delle verifiche; individuazione delle carenze di ciascuno, da colmare nelle attività laboratoriali; bilancio di queste attività in occasione dei consigli di classe, con intervento congiunto docente-educatore.” Il laboratorio può inoltre essere dedicato a progetti didattici specifici di durata limitata, con o senza la realizzazione di prodotti finali. L’educatore infatti “in base alla programmazione approvata dal Consiglio di classe, nel Laboratorio culturale predispone in collaborazione con il docente il materiale necessario per la trattazione degli argomenti, organizza i gruppi di lavoro, collabora con il docente nella rielaborazione e nella discussione dell’argomento trattato, fornisce un aiuto pratico all’alunno nel momento dell’esercitazione, collabora con gli insegnanti nella somministrazione e nell’elaborazione di prove d’ingresso ed esercitazioni varie”.
Per chiarire ulteriormente il nostro impegno didattico di docenti educatori, con relativo obbligo valutativo, aggiungo infine che da sempre, ossia da 20 anni circa, in attuazione delle varie e successive norme e note Miur sul Liceo Europeo, io e i miei colleghi dei Licei Europei siamo tenuti, in ogni Consiglio di Classe, ad esprimere una valutazione educativa sintetica (giudizio sintetico) su ogni nostro alunno, in origine pubblicata su apposita scheda educativa in allegato ai verbali del Consiglio di Classe, successivamente inserita nel prospetto detto “pagella dell’alunno”, e ormai già da qualche anno finanche online sul portale Argo, nonché da sempre sul tabellone finale cartaceo dei consigli periodici e finali, e da sempre esposto nei quadri riportanti  promozione e bocciature; valutazioni che sono agli atti dei relativi Istituti Scolastici, ossia del Miur.
Dopo tutto quanto detto, insomma, non capisco proprio perché io e i miei colleghi educatori, che nell’Europeo (come in tutti gli altri settori scolastici delle nostre istituzioni convittuali) operiamo in una simile situazione di fatto e in un simile quadro normativo, questo bonus dovremmo averlo per la sottoscrizione di quote sindacali, e non per evidente principio di diritto o per naturale applicazione di legge. Il nostro, è un diritto sancito dai fatti, e dalla legge; e certo non può essere la tardiva e residuale elemosina di qualche sindacalista.
In conclusione, da parte della UIL o comunque di una qualunque delle 5 OOSS dello sciopero di maggio, per noi educatori sarebbe stato utile, invece di tardive e poco concrete prese di posizione, un semplice ricorso al Tar, che nessuno ha proposto.
ANDEISP invece, oltre a prossimi convegni educativi e altre iniziative, sta organizzando una fondatissima e fortemente attesa azione legale in tal senso al Tar Lazio, per tutelare gli educatori esclusi illegittimamente. Per informazioni collegarsi alla pagina facebook di Personale Educativo e di Andeisp. 
 

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