Gli italiani chiedono sempre più prestiti: boom delle domande nel 2016

Nel primo semestre del 2016 è stata registrata una crescita esponenziale delle domande per ottenere prestiti senza busta paga, a causa della crisi del mercato del lavoro e della precarietà ad essa legata che portano gli italiani a non avere abbastanza soldi per affrontare le spese quotidiane.

 Proprio a causa di questa condizione, sempre più persone trovano la risposta alla mancanza di soldi nei prestiti personali: soltanto nell’ultimo anno è stato registrato un aumento del 12% per i prestiti senza busta paga, che sono rivolti a coloro che non hanno uno stipendio fisso.

I Prestiti personali bisogno della busta paga contemplano perlopiù di cifre basse, che non superano mai i 5000 euro, a causa della mancanza di interesse da parte delle banche di esporsi finanziando un soggetto che non offre la garanzia di uno stipendio fisso.

Nonostante le reticenze di istituti bancari e finanziarie, essi hanno elaborato nuove tipologie di prestito che prevedono il vantaggio di non necessitare di questa tipologia di garanzia. Questo può essere interpretato positivamente come simbolo di flessibilità: le banche e gli istituti, come Findomestic, Compass e Poste Italiane, proprio a causa della crisi, rendono più semplice l’accesso al denaro, grazie alla concessione di prestiti personali che non richiedono più il fantomatico e sempre più raro cedolino paga.

In realtà le garanzie sono comunque richieste, sebbene differenti rispetto a quelle offerte da un documento certificante la stabilità economica derivante da uno stipendio: disoccupati, lavoratori autonomi, e  studenti possono fare domanda per accedere a questo prestito proponendo un soggetto garante, su cui eventualmente rivalersi in caso di insolvenza da parte di colui che ha richiesto il prestito. Altra garanzia è legata naturalmente al possesso di un immobile, quando presente.

Fino a pochi anni fa era impensabile ricorrere a uno strumento del genere, mentre ora il trend, già registrato nel 2015, ha subito un aumento esplosivo nei primi sei mesi del 2016. Le differenze rispetto all’anno passato, però ci sono: se prima gli italiani chiedevano questa tipologia di finanziamento per concedersi qualche lusso (dal cellulare alla vacanza), ora il dato fa riferimento a spese come quelle mediche, le bollette e tutte le spese quotidiane che sembrano ormai impossibili da gestire.

Dunque, più che come un segno positivo di maggiore flessibilità da parte delle banche, questo boom di richieste andrebbe interpretato come un campanello di allarme per una situazione critica di povertà e precarietà che non sembra intenzionato a scendere.