Greco: l’amministrazione 5 stelle, non ha mosso un dito a favore della “vertenza acqua”. Un’altra Gela appoggerà la petizione on line

Mi stupisce che l’amministrazione a 5 stelle, che in  campagna elettorale ha sbandierato battaglia  contro i soprusi subiti da Caltaqua,  come uno dei punti cardine della sua futura gestione, non abbia ancora mosso un dito in favore della ‘vertenza acqua’, lasciando soli i cittadini. Questo quanto affermato da Lucio Greco, leader del movimento politico di “Un’altra Gela”, che appoggia la petizione “Acqua: Gela come Messina. Da sempre”, lanciata on line su Change.org.  “L’iniziativa – ha detto Greco – di 4 giovani  professionisti gelesi ha smosso le coscienze, ma finora solo dei mass media, perché i politici che negli ultimi anni hanno rappresentato la città, non sono riusciti a risolvere il  problema. Il contratto capestro è sempre lì e l’acqua continua ad essere un miraggio.  Oggi  i professionisti promotori della petizione sembrano aver toccato le corde giuste e il ‘Caso Gela’ affiancato a quello di Messina, è finito sulla stampa nazionale, con l’aggravante che qui l’acqua manca da decenni ma viene pagata a peso d’oro, come potabile e a servizio continuo, quando invece non lo è”. Un’altra Gela’ quindi scende in campo per sostenere la battaglia per l’acqua. “La questione dell’acqua è da sempre uno degli argomenti che ci è stato più a cuore per il grado di iniquità con cui la società di gestione ha mantenuto un contratto capestro da sette anni e per la superficialità con cui la classe politica lo ha subito”, ha detto Greco. “Come avvocato – continua Greco – ho ottenuto una serie di vittorie in sede giudiziarie per il riconoscimento delle somme non dovute dai cittadini che si sono ribellati a Caltaqua, ma questo non ha fatto desistere la società dall’atteggiamento vessatorio”. Un’altra Gela scenderà in campo con  le associazioni ‘Cittadini per la Giustizia’ e dell’ Ona (osservatore nazionale amianto) per far lievitare il numero delle firme che già hanno ottenuto una grande attenzione su scala nazional. “Come presidente dell’associazione“Cittadini per la Giustizia” mi sono battuto, insieme ai colleghi, per ottenere il diritto all’acqua di fronte ai soprusi operati da Caltaqua nei confronti di chi non poteva pagare le somme esose ed ha subito il distacco dei contatori. Scenderemo in campo per far firmare la petizione e ci avvarremo dei dettami della Legge regionale n.19 dell’11 agosto 2015 e del referendum con cui 27  mila italiani si sono espressi contro la privatizzazione che, nonostante il pronunciamento dei cittadini, continua ad imperare sintomo di un malaffare diffuso e vessatorio. È ora di dire basta e restituire l’acqua alla gestione pubblica!”, conclude Greco.

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