Greco: l’amministrazione nega la crisi e gioca a “nascondino”

L’amministrazione dovrebbe interrogarsi sulle cause che hanno scatenato certe forme di protesta sui rifiuti. Questo quanto messo in evidenza dal fondatore di Un’Altra Gela Lucio Greco.

«Definire come “atto mafioso” – afferma Greco- una forma di ribellione che, per quanto grave, rimane pur sempre un sintomo di malessere e disperazione, appare come un tentativo di non volersi assumere le proprie responsabilità, mostrandosi in tal modo assolutamente incapaci di affrontare  l’importante e delicata questione nei giusti termini.»

Greco accusa l’amministrazione di negare la crisi.

«Arrivare poi a mettere in dubbio, in un suo post, che a Scavone vi abitino dei poveri, solo perché buttano una gran mole di cibo tra i rifiuti, dimostra non solo di non avere consapevolezza della grave crisi economica ma, cosa ancora più grave, di disprezzare la povera gente». Continua Greco.

«Si vuole negare alle famiglie povere e bisognose il diritto di mangiare?». Si chiede Greco.

«Con una giunta di tale livello che, nella migliore delle ipotesi, non si rende conto di quello che dice e non ha la benché minima idea delle ripercussioni che certe incaute affermazioni possono provocare – continua Greco- Gela rischia di sprofondare in un baratro da cui non sarà facile risalire.»

«Giusto e opportuno – conclude Greco- l’intervento di don Petralia, Parroco del quartiere Scavone, ma sarebbe auspicabile visto il tema affrontato, che intervenisse anche la politica chiamata proprio per svolgere questo compito. In un momento così grave non si può giocare a “nascondino” con il destino della città. Ci vogliono posizioni chiare e coraggiose.»