Greco: un sindaco debole fa comodo a tutti. Chi lo invita a governare vuole male a Gela

“Chi invita Messinese a governare la città, nonostante il terremoto che si è verificato in casa cinque stelle, dimostra di non avere a cuore le sorti di Gela”. Questo è quanto sottolineato dal fondatore di Un’Altra Gela, Lucio Greco, che si chiede come dovrebbe il sindaco Messinese, affrontare e risolvere i drammatici problemi stanno attanagliando Gela.

“Certo, un sindaco così debole e per giunta sconfessato e scomunicato dallo stesso movimento che lo ha proposto, può far comodo a tutti”, ha detto Greco.

“Privato della corazza del movimento di cui faceva parte e senza più poter beneficiare delle garanzie dei vertici regionali e nazionali dei cinque stelle – ha riferito  Greco – quel  sindaco che dovrebbe governare la città, si è ridotto ad una sorta di fantoccio impossibilitato a prendere qualsiasi decisione autonoma e in linea con quanto proclamato durante la campagna elettorale. Può, se vuole, rimanere, ma ad una condizione: sconfessi se stesso, tutto il suo recente passato e ubbidisca a tutti gli ordini che i furbetti del paese sono pronti ad impartirgli.   Non si comprendono, però,  le ragioni che lo hanno spinto a presentare ricorso contro l’espulsione dal movimento cinque stelle. Perché delle due, l’una: o è un sincero rappresentante delle cinque stelle e per coerenza, quindi, dovrebbe rifiutare l’appoggio di chi fino a ieri erano i suoi  avversari politici da abbattere, oppure è un furbastro della peggiore specie, che ha già stretto accordi sottobanco con chi ha affossato la nostra città. Dalle scelte future – continua Greco -capiremo quale delle due posizioni risulterà essere vera. Per intenderci e per essere chiari: se in caso di  esito negativo del ricorso, si dimette, siamo di fronte ad un galantuomo degno di rispetto; se invece, nonostante la conferma dell’espulsione, rimane incollato sulla poltrona, disponibile a fare accordi a destra e a manca e con chicchessia, siamo di fronte ad un avventuriero senza scrupoli, ad un nemico della città e ad un qualunquista e opportunista che va politicamente bloccato, al più presto possibile, senza ricorrere alle fantasiose, sofisticate e gattopardesche analisi di qualche rappresentante della nostra povera politica gelese”.                                                                    

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