Gulizzi: Fasulo ha garantito i servizi, ma non è stato compreso. Il Pd? Deve puntare sul dialogo

“Il partito democratico deve ricominciare dal dialogo con i quartieri, con i cittadini che hanno percepito distante da loro la politica gelese”. Questo è quanto affermato da Giacomo Gulizzi, ex consigliere comunale della giunta Fasulo, ed ex capogruppo del Pd cittadino. “Un dialogo della politica – ha affermato Gulizzi – che si era troppo imborghesito, e che la gente ha punito, sebbene il Pd abbia ottenuto un buon risultato alle amministrative”. Giacomo Gulizzi che ha ottenuto 455 voti, nella lista del Pd in cui si era candidato  alle precedenti elezioni, ha terminato dopo dieci anni la sua esperienza al consiglio comunale in cui si è distinto per il suo carattere e temperamento. “Sicuramente ciò che ha deciso del mio risultato elettorale è il sistema elettorale cambiato che prevedeva l’accoppiamento con un candidato donna vincente”. Gulizzi ha sottolineato la voglia di cambiamento che regnava in città, e di come Fasulo sia stato mal compreso. “Fasulo – ha detto Gulizzi – ha portato avanti tanti progetti, come la sostituzione della rete idrica e fognaria, la  riqualificazione di istituti scolastici con investimenti di 10 milioni di euro, il finanziamento del dissalatore, e del museo, inoltre ha continuato a garantire i servizi essenziali come illuminazione e rifiuti, nonostante la diminuzione delle somme destinate ai comuni, che sono passate da 54 milioni di euro dei primi anni di amministrazione, ai 4,5 milioni di euro degli ultimi anni. Gela non è mai rimasta la buio, o immersa dai rifiuti come è successo a città come Palermo o Catania. Ma ciò non è stato percepito dalla collettività gelese”. Ci sono stati dei fattori che per Gulizzi hanno determinato la fine dell’era Fasulo, nonostante al sindaco non sia può attribuire alcuna responsabilità. “Questi sono gli elementi che hanno determinato la sconfitta di Fasulo: sicuramente il voto al sindaco grillino è stato un voto di punizione nei confronti del governatore regionale, verso cui la popolazione gelese aveva risposto tante aspettative, poi fallite; la crisi economica che ha determinato una diminuzione del lavoro, anche a livello nazionale, e la Buona scuola di Renzi , che ha fatto perdere molti voti da parte della classe docente”. Alla crisi economica, che è un dato nazionale, si è aggiunta anche la questione Eni. ” L’era del Pet coke è finita, ormai l’industria era proiettata verso la riconversione, non c’erano alternative. I grillini hanno sempre affermato di non essere d’accordo con il protocollo firmato con l’azienda petrolifera al Mise di Roma, ma non hanno mai detto quali punti cambierebbero e in che modo. La bonifica degli impianti dismessi è prevista dall’accordo. E se si fosse optato per la bonifica dell’intera area dello stabilimento, rinunciando alla conversione, l’operazione non avrebbe garantito più di 40-50 posti, in quanto la tecnologia sostituisce le persone fisiche”. Quindi una concomitanza di fattori avrebbe determinato il risultato elettorale che ha portato all’ascesa di Domenico Messinese. “Adesso i 5 stelle dovranno mantenere ciò che hanno promesso. Noi abbiamo fatto molte riunioni per colmare i debiti fuori bilancio, e ci siamo riusciti”. Gulizzi ha anche affermato che la gente non ha gradito in modo particolare la guerra che si è scatenata all’interno del Partito Democratico, determinata più da fattori personali che politici. “Sicuramente il sindaco Fasulo ha pagato per gli accordi politici che non sono andati giù alla collettività. “Il Pd  locale deve puntare su validi  giovani e sul dialogo con la collettività”ha concluso Gulizzi.

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