Guzzardi: art. 51 ddl Liberi Consorzi, norma mafiosa

”Il principo di legalità si basa sul primato della legge non del legislatore. Non è il legislatore sovrano, ma il popolo. L’art. 51 del ddl sui liberi consorzi e città metropolitane così come licenziato dalla commissione affari istituzionali all’ars, schernisce il principo di legalità”. Filippo Guzzardi, portavoce del comitato dello sviluppo dell’area gelese, si riferisce all’art..51 del ddl licenziato dalla prima commissione Ars sui liberi consorzi e città metropolitane, con cui i comuni di Gela, Niscemi, Piazza Armerina e Licodia Eubea, dopo aver deliberato a maggioranza qualificata attraverso i rispettivi consigli comunali il passaggio ad altro libero consorzio e confermato tale decisione attraverso referendum popolari, sarebbero ora costretti ad un’ulteriore deliberazione a maggioranza assoluta per ribadire nuovamente tale scelta. Non solo, qualora ciò avvenisse, il governo dovrà presentare un disegno di legge all’Ars per essere discusso ed eventualmente approvato. Il Ddl in questione aggrega i liberi consorzi di Catania, Messina e Palermo di cui alla Lr. 8/2014 alle città metropolitane fino a far coincidere quest’ultime con le rispettive ex province regionali, quindi Gela e Niscemi rimangono con il libero consorzio di Caltanissetta, da cui non si sono mai staccate, se non delibereranno nuovamente a maggioranza il passaggio alla città metropolitana di Catania. “Prendendo il solo esempio di Gela, la circostanza che ha visto 28 consiglieri (su 30) approvare all’unanimità (democrazia rappresentativa letteralmente esaltata) il distacco da Caltanissetta per aderire a Catania, confermato da un referendum cittadino (democrazia diretta largamente omaggiata) in cui vanno a votare in un clima di antipolitica ed in piena estate (luglio), ben 24 mila aventi diritto al voto, il tutto in ossequio a quanto previsto da una legge in vigore e di cui questo ddl, peraltro, dovrebbe essere attuativo, non vale assolutamente nulla.” Ha scritto Filippo Guzzardi.  Il  tutto va esteso anche agli altri comuni ai quali anziché riconoscere un diritto acquisito, cioè il passaggio ad altro libero consorzio, fanno ritorno a quello di appartenenza. Questo articolo dil legge, cioè l’art. 51 del Ddl sui Liberi conosrzi, “difende a tutti i costi interessi egoistico-elettorali, ossia i 9 Collegi dell’Ars non si permetterà mai nella nostra regione mai, nella nostra regione la costituzione di nuovi enti intermedi oltre ai 9 preesistenti che di “libero” non hanno nulla e non solo altro che consorzi obbligatori”. Ha sottolineato Guzzardi. “Qualora passasse intatto in aula, questo articolo assurgerebbe a sistema ulteriori connotati mafiosi come la contiguità (tra partiti) e la complicità (tra parlamentari). Ed il silenzio attorno ad esso, equivarrebbe ad atteggiamento omertoso. Senza se e senza ma. Con senso civico e coscienza democratica, l’auspicio e l’invito (non la minaccia) a riflettere è il minimo che non possiamo esimerci dal fare, per non cadere in una grottesca deriva istituzionale”. Conclude Guzzardi

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