I gelesi hanno bisogno di speranza: in tantissimi alla processione per Maria SS. delle Grazie

I gelesi hanno bisogno di speranza. Questo quanto sottolineato ieri dal Vicario Foraneo Padre Michele Mattina nel suo intervento durante la sosta che la Madonna delle Grazie ha effettuato all’interno dell’Ospedale Vittorio Emanuele.

Una grandissima folla, più che negli anni precedenti, ha riempito lo spazio esla processione della Madonna che è iniziata alle 16:00 dalla chiesa dei Cappuccini, con fuochi di artificio colorati. Emozionanti i momenti in cui con la spogliazione dei bambini, si cerca la speranza di un futuro migliore per coloro che rappresentano la generazione futuro di questa città.

E la speranza di cui ha parlato ieri padre Michele, era quella che  chiedevanoieri i tanti cittadini di una Gela caratterizzata dai tanti problemi. Primo fra tutte la speranza della guarigione dalle terribili malattie che negli ultimi anni stanno colpendo molti giovani della città. L’inquinamento industriale sta manifestando i suoi effetti. Sono rare le famiglie in cui il tumore non si sia mai presentato.

L’altra speranza è quella del lavoro. In una città che ha visto nel 2014 la chiusura dello stabilimento petrolifero, la disoccupazione la fa da padrona. Tante le persone che si sono ritrovate senza una occupazione, una crisi che sta coinvolgendo man mano tutti i settori della città, e che sta portando ad una fuga di massa.

Poi vi è la speranza di una città che possa risvegliarsi dal torpore in cui si trova. Dove si aspetta da almeno tre anni gli inizi dei lavori del porto rifugio che garantirebbero la ripresa di uno sviluppo economico. Una città che aspetta la creazione di un museo del mare, un pontile e una vecchia dogana restaurata, la pulizia dei siti archeologici, una rivalutazione del centro storico, la riapertura dei palazzetti dello sport e dei parcheggi comunali, le bonifiche.  Insomma una città che vuole puntare anche sul turismo, ma che finora di nuovo ha solo i rifiuti che la stanno coprendo.

I gelesi hanno bisogno di ricominciare a sperare. Era evidente ieri durante la processione, che ha visto riunita in preghiera tutta la città. La speranza che Gela possa cambiare in meglio è fondamentale, per evitare il suo abbandono, prima che sia troppo tardi.