I metaldetector dell’Archeoclub hanno segnalato presenza metallica nelle spiagge di Gela. Potrebbe trattarsi di uno zatterone da sbarco americano

Si è svolta ieri mattina l’ispezione con il metaldetector del tratto di spiaggia antistante il pontile sbarcatoio. L’operazione è stata organizzata dall’Archeoclub di Gela in collaborazione con l’Associazione Arteas e in presenza della Marina militare della Capitaneria di Porto di Gela, che aveva dato l’autorizzazione. La ricerca ha avuto lo scopo di verificare il racconto del Sig. Giuseppe Cretone, il quale ricorda che da piccolo giocava nella spiaggia, nei pressi del Lido Samparisi, su uno zatterone da sbarco americano che nel corso degli anni sembra che sia stato coperto interamente dalla sabbia. Alcuni soci dell’associazione Arteas, come Biagio Carpintieri, Giovanni Limpido e il presidente Nunzio Patola, hanno setacciato con le loro apparecchiature un tratto di spiaggia di quasi 2.000 metri nei pressi dell’ex Lido Eden. In un primo controllo, i metaldetector non hanno segnalato alcuna presenza metallica sotto la sabbia. Però, dopo l’allargamento della superficie di indagine di altri 500 metri quadri, i tre metaldetector hanno iniziato a segnalare la presenza di una consistente e continua massa metallica, posizionata a circa un metro di profondità e per una superficie di quasi 40 metri quadri. La zona interessata è stata circoscritta, lo scavo successivo  dell’area segnalata sarà di competenza della Regione. Dalla presenza metallica si può ipotizzare che sotto questa zona di spiaggia esista lo zatterone americano semi-insabbiato su cui nel dopoguerra il Sig, Giuseppe Cretone ricorda di avere giocato da ragazzo. Il mezzo da sbarco americano, lungo 11 metri e largo circa 3 metri, era stato utilizzato dagli americani nel ’43, e aveva una capacità di trasporto di truppa di assalto di 43 soldati e tre menbri dell’equipaggio, Se si avrà la fortuna di ritrovare e recuperare questo reperto, potrebbe rappresentare un primo passo per la nascita del Museo dello Sbarco. Del resto Gela possiede un discreta dotazione di archeologia militare: 80 fortini, 3 rifugi antischegge e la zona del Castelluccio sede nel 1943 delle operazioni di contrattacco italo-tedesco contro la settima armata americana, oltre alla presenza di diversi luoghi in cui sono state deposte le  lapidiche  ricordano i soldati che hanno combattuto a Gela nella seconda Guerra mondiale.

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