I tifosi del Gela Calcio da dieci mesi senza stadio: ci hanno tolto pure lo sport

Da dieci mesi lo stadio comunale Vincenzo Presti di Gela è chiuso. Un’apertura impedita da questioni burocratiche: certificazioni che devono essere rilasciate da diversi enti.

“In dieci mesi a Ferrara e Cagliari hanno costruito uno stadio nuovo” ha detto con rammarico un tifoso.

Questo ha causato una mancanza di introiti a chi gestiva il Gela Calcio. Uno stadio chiuso non incassa dai tifosi e non può attrarre pubblicità. E la famiglia Mendola ha gettato la spugna. Una scelta irrevocabile.

 

“Per noi – avevano spiegato i Mendola – il calcio è prima di tutto dignità per il tifoso, per l’atleta, per il tifoso avversario, al di là del risultato. Questa società non può assistere a scene da “terzo Mondo”, con tifosi accalcati su balconi senza parapetto per vedere la loro squadra, con tifosi avversari del Bari (circa 30) ospitati sugli stessi balconi prospicenti lo stadio e una squadra che non può avere il sostegno del suo pubblico

La foto con i tifosi sul balconi ha fatto il giro del web e su di essa si sono costruite molte parodie

Sicuramente la mancanza di interventi di manutenzione da parte delle diverse amministrazioni che si sono avvicendate ha determinato la fatiscenza della struttura. E i tifosi di Gela sono stati privati del loro stadio.

“La struttura è ormai un campo di patate, altro che stadio” ha detto un tifoso del Gela Calcio.

“La foto del terrazzo? Era  stata evitata la trasferta del Bari, perché non fruibile lo stadio di Gela, ma una ventina di tifosi del Bari è arrivata lo stesso, accolta dai tifosi di Gela la rivalità si è trasformata in complicità su quella terrazza, ognuno a tifare la propria squadra”. Ha continuano

“Ci hanno tolto pure lo sport. Se lo stadio non apre il calcio a Gela è finito” ha concluso.