Iacono: ecco i dieci mesi di attività per il Vittorio Emanuele, dai codici bianchi alla cittadella della salute

Dotazione organica e atto aziendale, su questo ha puntato il direttore sanitario dell’Asp Cl  Carmelo Iacono nei suoi dieci mesi di attivitá. Oggi il direttore ha presentato il resoconto sulla riorganizzazione sanitaria effettuata, e  in programma per l’ospedale Vittorio Emanuele di Gela, e che é stata basata su una uniformità tra gli ospedali della provincia. “Partendo dal censimento della realtà e delle criticità ( organizzative, strutturali, organiche, dotazione apparecchiature strumentali), abbiamo cercato di dare risposte alle emergenze, nel modo più tempestivo”, ha detto il manager. 

A partire dal sistemo informatico  centrale che risultava inadeguato, e quelli periferici, che utilizzavano software gratuiti che hanno limiti, in questi mesi é stato centralizzato tutto il sistema informatico, ormai al passo con i tempi, e  con acquisto di server nuovi, di maggiore velocità di connessione, che è passata da  15 mega a 100 mega, e con  trasmissioni di immagini in tempo reale. “Abbiamo provveduto ad un acquisto di 300 nuovi computer e questo è stato  il primo lotto”. Ha sottolineato il manager. Le criticità del Pronto soccorso di Gela sono stati al centro dell’attività del direttore sanitario. “Abbiamo visto lo stato di disagio del pronto soccorso sovraccarico di prestazione, con pazienti sistemati in mezzi di fortuna, e con  impossibilità a rispondere esigenza dei pazienti e ricovero nelle U. O. di  destinazione, per questo abbiamo  pensato all”ambulatorio dei codici bianchi, che snellirà del 45%il  lavoro dei medici di Pronto Soccorso”, ha detto il manager. I pazienti destinati ai  Codici bianchi e a quelli  verdi pagheranno il ticket, quelli del pronto soccorso no. Inoltre è stato effettuato l’acquisto di sei barelle letto per il Pronto soccorso.  “Ma lo  spazio era insufficiente così abbiamo pensato ad un quarto piano che era chiuso con 48 posti letto a disposizione dove saranno collocati ortopedia, riabilitazione, sala gessi e fisioterapia. Al terzo piano sarnno collocati i pazienti talassemici, ed è stato riorganizzato il secondo piano con chirurgia generale, Orl, urologia, breast unit. Quindi maggiori spazi per la degenza. Un programma quindi che consente ai cittadini di fruire di maggiori spazi”, ha aggiunto il manager. L’ospedale Vittorio Emanuele quindi è stato dotato di 48 posti letto nuovi, e il centro trasfusionale che rischiava di chiudere è stato riaccreditato. Il manager ha elencato una serie di azioni che ha già effettuato per la struttura ospedaliera gelese : 30 medici assunti (6 anestesia e rianimazione, 2 cardiologia, 1 gastroenterologia, 2 dirigenti fisici, 4 medici di pronto soccorso, 1 medico malattie infettive , 3 medici nefrologia, 2 medici ortopedia, 2 medici ostetricia, 1 medico pediatra, 2 medici radiodiagnostica, 5 medici psichiatria), oltre a 2 infermieri professionali, 2 cuochi, 6 tecnici di radiologia e 1 ostetrica. A questi viene aggiunto il personale a “comando”: 6 infermieri professionali, 1 coadiutore amministrativo e 1 dirigente medico urologo. Inotre sono state assegnate le seguenti attrezzature: 60 posti letto per degenza, 5 barelle-letto pronto soccorso, 5 barelle letto per rianimazione, 4 elettrocardiografi in cardiologia, 1 sistema di intubazione difficile in anestesia, 1 letto travaglio ginecologia, una termoculla per neonati patologici, 1 ecografo per ecologia morfologica, 1 ecografo per pediadria, 1 ecocolordopler in pediatria e 1 ecografo in Hospice. In programma l’acquisto di una Tac, a 64/128 slides appena inserita in gara Consip, un ecocardiografo a elevate prestazioni, un ecografo portatile, e altre tre tac in procinto di essere acquistate. Questi i lavori in corso: nuovi locali del pronto soccorso con consegna prevista per fine anno; nuovi locali Utic, ristrutturazione locali Utin. Inoltre si è programmata l’attivazione della “cittadella della salute”, dove concentrare tutta l’area di attività territoriale. Trattativa in corso con Ipab (opera pia ospitalità Maria Antonietta Aldisio) limitrofa all’ospedale per acquisizione in affitto intera area coperta (1600 mq), ed del terreno annesso (3500 mq). Nelle aree coperte da ristrutturare a carico dell’affittuario, a cui dare 140.000 euro l’anno per le due aree, saranno allocati tutti gli edifici del distretto e della igiene pubblica e gli archivi generali, invece nel terreno libero verrà costruita una struttura leggera di 1500-2000 mq per allocare gli ambulatori territoriali e ospedalieri, con aree di supporto, accoglienza e smistamento (con costi a carico della Asp). Il tutto avrà  disposizione il parcheggio limitrofo. Sono stati anche individuati i locali per le unità funzionali di prevenzione del tumore della mammella, della cervice uterina e del colon presso un’apposita area di radioterapia attualmente non utilizzata e in cui portare mammografo, ecografo, colposcopio e un centro distribuzione kit diagnostica precoce del tumore del colon. Proposto anche finanziamento strutturale con incremento del 2% della quota capitaria per la popolazione residente in area a altro rischio ambientale.

” Gela che è ad alto rischio ambientale, necessita di una unità operativa di prevenzione, oltre alla radioterapia,  con mammografia, ecografia e colonscopia, per aderire agli screening nazionali, ma anche al di là di finanziamento a spot, e ritieniamo opportuno che  sia un finanziamento costante che non deve riguardrare solo la mammella, cervice e colon, ma anche stomaco, laringe, cavo orale, con strumenti che consentono la diagnostica. Stiamo puntnando anche su una prevenzione da effettuare anche con esami biologici”. Questi i punti esposti dal manager, anche se la struttura ospedaliera, in questi ultimi tempi ha manifestato non poche criticità che hanno provocato disagi per i pazienti come l’ascensore bloccato per alcune settimana, e la Tac inattiva per 25 giorni. 

“Quella di Gela è una situazione complicata, in un contesto difficile. Stiamo cercando di acquisire certezze, abbiamo in corso due azioni importanti: l’atto aziendale, e approvazione nuova pianta organica, una interlocuzione importante con assessorato e ufficio tecnico, anche se il finanziamento`regionale è stato  inferiore alle aspetttive, ma stiamo cercando di  rispondere alle varie esigenze e di avere un finanziamento più consistente per una dotazione adeguata”, ha detto il manager. 

Venerdì é stata inaugurata la Pet tac, in quanto il mancato collaudo avrebbe comportato la mancata erogazione del finanziamento europeo di circa 4 milione di spesa. 

“Gli obiettivi si raggiungono se si ha quel senso di appartenga all’azienda che cresce,  tra tutti i nostri dipendenti. Essere squadra e senso di appartenenza, è la nostra forza”, ha concluso il manager.