Ignazio Giudice grida allo scandalo, Gela non è una città normale

“Cos’è uno scandalo pubblico? La storia, vertenza, rivendicazione, racconto, narrazione della IPAB Antonietta Aldisio, note alle cronache, ne sono un esempio”.

È questo il malcontento espresso dal Segretario Generale della CGIL, Ignazio Giudice. “Gela potrebbe essere veramente una città normale, lo meritano i cittadini, ci sperano le generazioni che si godono la pensione e le nuove generazioni che di lavoro ne hanno solo sentito parlare. Ad oggi, però, Gela non può essere definita una città normale se per normalità pensiamo ad azioni concrete per il bene comune”. A distanza di ventitre mesi dal Consiglio monotematico sono cambiate un po’ di cose: il debito che la IPAB Aldisio ha con i lavoratori è in netto aumento e la riduzione degli anziani ospiti: prima erano trentaquattro, oggi sono diciassette. “Questo è uno scandalo – ha ribadito Giudice – lo è per la CGIL, per i lavoratori, per gli uomini e per le donne dotati di onestà e buon senso. Lo è per l’opinione pubblica. Cos’altro è cambiato? Sono stati nominati dalla politica i nuovi componenti del Consiglio di amministrazione della IPAB ed è stato confermato Don Giovanni Tandurella in qualità di Presidente che, malgrado gli sforzi compiuti, non è e non sarà mai nelle condizioni di far risorgere la casa Antonietta Aldisio. L’Amministrazione comunale è del tutto assente. Che cosa ci vuole per determinare la chiusura della IPAB Antonietta Aldisio? – ha proseguito il sindacalista – se tre lavoratori su undici domani avviassero l’azione legale, la IPAB sarebbe chiusa. Onore a questi lavoratori, pazienti e instancabili, da loro chi ha perso il senso del bene comune ne può ricevere un po’. Questa modestissima analisi giunge dopo aver tanto osservato, tentato, sperato e lavorato affinché gli anziani, i loro figli e i lavoratori che li accolgono e assistono avessero un dignitoso presente e un futuro certo nell’unica struttura pubblica presente a Gela. Cosa ci vuole a produrre un bando nazionale e a comprendere se esiste o meno l’interesse di uno o più privati a una gestione rinnovata della IPAB? Ci vuole poco, in particolar modo non lasciare Don Tandurella che ha poteri limitati e insufficienti per ridisegnare il destino della IPAB Aldisio. Era e rimane una questione politica-amministrativa”. La CGIL, dunque, fa sapere che non farà chiudere la IPAB Aldisio e che rimane in attesa di sapere le motivazioni che hanno portato a questo punto una struttura piombata nel dimenticatoio.

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