IgNobel, al dipartimento di Fisica il tour della Scienza che diverte ma fa riflettere.

Ieri pomeriggio Marc Abrahams, editore della rivista “Annals of Improbable Research”, ha condotto un vero e proprio show, con tanto di gag e interventi dal pubblico, per toccare con mano la ‘macchina’ dell’Ig Nobel, il prestigioso riconoscimento internazionale che ogni anno viene assegnato a quelle scoperte scientifiche che “fanno prima ridere e poi riflettere.  Il dipartimento di Fisica e Astronomia dell’Università di Catania è stato la prima tappa italiana dell’Ig Nobel Spring Tour europeo.

Il leit-motiv  è stato all’insegna del “Scienza e Humour” e  le risate non sono davvero mancate, quando è stata rapidamente mostrata la lista delle ricerche premiate nel 2016, tutte pubblicate su autorevoli riviste: si va dallo studio sugli effetti negativi di pantaloni di poliestere, di cotone o di lana sulla vita sessuale dei ratti all’uomo che ha vissuto tre mesi comportandosi come le capre; dai cavalli bianchi che, a quanto pare, sono meno soggetti degli altri alle punture dei tafani, alla valutazione della personalità dei sassi assunta come indice di marketing.

Uno dei riconoscimenti più importanti, l’IgNobel per la medicina, è andato a degli scienziati tedeschi che svelano di aver scoperto che se si prova prurito sul lato sinistro del corpo, lo si può alleviare guardandosi allo specchio e grattandosi sul lato destro, e viceversa. E, dulcis in fundo, il premio per la letteratura assegnato allo scrittore  svedese Fredrik Sjoberg, autore di un mirabile compendio autobiografico in tre volumi “L’arte di collezionare mosche”, in cui ha raccontato con dovizia di particolari il piacere che si prova nel collezionare mosche  morte e mosche non ancora morte.

Ospiti d’onore  sono stati i tre ricercatori catanesi – Cesare Garofalo, Alessandro Pluchino e Andrea Rapisarda – che nel 2010 hanno conquistato il premio nella sezione “management” con una ricerca sull’assegnazione casuale e non meritocratica delle promozioni. I tre studiosi etnei, che hanno raccontato la propria esperienza in un volume dal titolo “Abbiamo vinto l’Ig Nobel con il Principio di Peter – Scienza, caso e humor” (Malcor D’ Edizione, 2017) – dimostrarono al pubblico di Harvard che, scegliendo i propri dirigenti tramite una sorta di lotteria, ovvero promuovendo le persone in modo del tutto casuale invece che sulla base di curricula e preparazione, enti e aziende diventerebbero addirittura più efficienti, reinterpretando uno dei paradossi più conosciuti, formulato dallo psicologo canadese Laurence J. Peter: “In un’organizzazione ogni nuovo membro sale nella gerarchia fino a raggiungere il suo livello di massima incompetenza”.