Il 2015 per Gela e provincia? Anno trincea e di spopolamento. Intervengono i segretari della Cgil, Cisl e Uil

Il 2015 è stato l’anno della trincea per la provincia di Caltanissetta. Questo quanto sottolineato dai segretari della Cgil, Cisl e Uil, Ignazio Giudice, Emanuele Gallo, e Vincenzo Mudaro. Una provincia debole, che sta mettendo in discussione la vita presente e futura di 270 mila abitanti.            

      “È stato complicato – hanno detto i segretari – dare risposte concrete, in questo anno, ad un mondo del lavoro sempre più precario, basti pensare al settore industria dove per fortuna resistono gli ammortizzatori sociali che evitano i licenziamenti ma certamente non risolvono i drammi occupazionali, i precari della scuola e lo sconvolgimento dell’idea democratica che dovrebbe appartenere al luogo dei saperi, l’azzeramento dell’industria tessile, la scomparsa della grande distribuzione,  l’indebolimento ed il tentativo di cancellare i presidi sanitari storici esistenti da Mazzarino a Mussomeli e le lunghe liste d’attesa nelle due aziende ospedaliere esistenti e cioè il Vittorio Emanuele di Gela ed il Sant’Elia di Caltanissetta, ed inoltre in termini di vivibilità, l’impercorribilità di tutte le strade in direzione dei paesini del vallone della provincia, il grande tema della sicurezza negli edifici scolastici, l’importante e complessa riconversione dell’industria Eni.”

 

           I sindacalisti sottolineano come, se tutto rimarrà cosí, la  nostra provincia, più di altre dello stesso sud, è a rischio “spopolamento” per effetto di un nuovo e presente processo migratorio che non riguarda solo la scelta di tante giovane coppie ma anche di interi nuclei familiari.

 

         La provincia di Caltanissetta tra le nove (ex) province siciliane, ha il più alto tasso di disoccupazione, ed un livello di povertà dilagante ed anche in considerazione di tale certezza   le segreterie confederali rivendicano il “Diritto alla vita” dei 22 Comuni attraverso Misure Straordinarie, che non significa soldi a pioggia ma mirate ad un mondo delle imprese in difficoltà, a tanti giovani con idee innovative ma privi di sostegno finanziario ed una reale e praticabile fiscalità di vantaggio.

“Cgil, Cisl e Uil non sono  mai stati affascinati dai titoli delle leggi, per esempio “patto per il sud” ma dai contenuti e dai relativi effetti concreti sulla qualità della vita.  

 

        Negli ultimi anni l’unica misura anticiclica attuata nel mondo delle costruzioni riguarda la più grande opera in corso nel Sud Italia e cioè la realizzazione dei lotti che stanno costruendo lo scorrimento veloce  Agrigento – Caltanissetta e viceversa, opera indispensabile che rischia, per gravi ipotesi di corruzione di subire un rallentamento”

 

        Le tre sigle sindacali  si appellano ai Sindaci dei 22 Comuni della provincia in vista dell’arrivo del 2016 che porterà in se l’applicazione di nuove norme contenute nel ddl n. 118 del 2011 che imporrà ai Comuni il bilancio consolidato, ciò si tradurrà nell’incamerare nello stesso strumento finanziario il bilancio delle partecipate tra cui Ato rifiuti con perdite, come ad esempio l’ATO CL 1, di oltre 30 milioni di Euro.

 

         “Cosa faranno i Comuni per mantenere già i precari servizi esistenti come ad esempio refezione scolastica, trasporto locale, assistenza ad anziani ed inabili?”. Si chiedono i segretari, rendendosi disponibili da subito al confronto ed evidenziano che le politiche del Governo nazionale rischiano di acuire il livello di povertà esponendo ancora una volta i Sindaci ed il sindacato alla trincea in ogni singola comunità locale.

 

         “Lo accennavamo in premessa e lo ribadiamo per essere ancora più chiari, che per noi  la presenza dell’organizzazione mafiosa continua ad essere una costante. Ciò è dimostrato dai processi in corso ma anche dalle ultime operazioni antimafia, ed anche in questo caso il sindacato propone:  procedure più snelle per l’utilizzo dei beni confiscati,  risarcimento reale e tempestivo  agli imprenditori che ottengono il rinvio a giudizio degli estortori, chiaro ed efficace  sostegno ai lavoratori che non possono essere vittime 2 volte, una della mafia e l’altra di uno Stato lento e farraginoso nel far vivere la bellezza della legalità.”. Hanno messo i evidenza i tre segretari.  

 

          Tutto ciò, come dimostrato a Gela, è ancora più allarmante anche in considerazione di svariati milioni di euro di investimento che l’Eni realizzerà nel 2016, per tale motivazione Cgil, Cisl e Uil chiederanno al Prefetto una verifica del protocollo di legalità per renderlo stringente ed allontanare vecchi e nuovi affari all’ombra della mafia.