Il Coordinamento dei quartieri verso Catania. I deputati dicono no

Il Coordinamento dei Quartieri, presieduto da Carmelo Tandurella,continua a sostenere la volontà espressa da 24 mila cittadini il 13 lugnio del 2014, quando ha partecipato al referendum confermativo per il passaggio di Gela al Libero Consorzio di Catania, ora città Metropolitana di Catania.  Un impegno  di tutti i presidenti di comitato di quartiere, che hanno già promosso il Referendum Confermativo per entrare “in un territorio più ricco, più dinamico, all’interno del Distretto del Sud-Est, dove Gela avrà un ruolo di primaria importanza”.
Secondo quanto riferito dal Coordinamento dei Quartieri:  “La città Metropolitana di Catania è l’unica alternativa per lo sviluppo del territorio di Gela, potremo così liberarci per sempre dai soprusi esercitati da un territorio povero, economicamente, imprenditorialmente, di idee e di larghe vedute”.
Ma se da una parte il Coordinamento dei quartieri e la popolazione, coninua a sostenereil passaggio nell’area catanese, dall’altra parte della politica vuole prenderre tempo. Tra questi l’onorevole Giuseppe Arcancio, che di recente su Facvebook ha dichiarato che oggi le condizioni non sono più quelle del 13 luglio del 2014, quando il 36,14 per cento dei cittadini gelesi ha votato perché si uscisse dal libero consorzio di Caltanissetta per entrare  nel libero consorzio di Catania, secondo quanto  avrebbe determinato per la legge 8 del 2014. “In quel caso – ha sostenuto il deputato reginale-  ci sarebbe stata la probabilità che Gela, essendo stata la città più popolasa, sarebbe  diventata capofila ( la città di catania con il suo Interland avrebbe costituito la città metropolitana) con tutti i vantaggi conseguenti”.
” Oggi – ha continuato Arancio –  il consiglio comunale deve decidere, non essendo stato costituito il Libero Consorzio di Catania, sulla  legge 15/2015, e se la nostra città dovrà  far parte della città Metropolitana di Catania, cosa su cui i cittadini non si sono espressi. Gela in questo caso sarebbe uno dei 53 comuni dell’area catanese, e quindi la periferia di Catania. Anche i servizi ne risentirebbero, sicuramente a favore della vicina Caltagirone. È importante che in città si apra un libero dibattito valutando vantaggi e svantaggi che la scelta può determinare”.
Anche il deputato Pino Federico, non è favorevole al passaggio nell’area di  Catania, in quanto le condizioni rispetto alla legge 8 del 2014 sono cambiate. “Sono favorevole alla costituzione di un Libero Consorzio attorno alla città di Gela, alla città in tali condizioni non conviene cambiare, non se ne vede l’utilità, non saremo più il centro politico, e con l’accentramento dei servizi, Gela avrà la peggio”. Ha dichiarato il deputato di Forza Italia