Il degrado urbano foriero di opportunità per la Malavita romena e locale.

Ho pubblicato, a fianco del seguente articolo, una serie di fotografie di un quartiere specifico della nostra città. Quanti di voi riconosceranno la loro dislocazione? Sicuramente non lo faranno coloro che si devono occupare del decoro urbano, i preposti passati e presenti, al miglioramento di una città nelle cui intenzioni ci sarebbe lo sviluppo di una nuova vocazione turistica.

Il quartiere in questione per di più si trova proprio a ridosso delle principali attrazioni turistiche della nostra città: vale a dire il Museo, il “Palazzo Ducale”, ed il Teatro Comunale.

Da potenziale quartiere residenziale a quartiere degradato, questo il percorso di 60 anni di abbandono del quartiere Carrubbazza. Forse pochi sapranno infatti che il compianto Presidente Enrico Mattei, aveva pensato di costruire il quartiere Eni proprio nella contrada in questione, o di dislocare più quartieri sul territorio urbano, per poi dirottare definitivamente l’interesse per l’attuale Macchitella.

Lo stato di abbandono sicuramente denuncia un totale disinteresse per il particolare dedalo di scale, vicoli e zone verde a belvedere sull’intera piana del fiume Gela, da parte  delle amministrazioni che si sono succedute. ( Escludendo ad onor di cronaca una velleitaria colorazione arcobaleno, post-voto, di una rampa di scalini, da segnalare come uno tra i tanti interventi senza seguito e senza ritorno).

Non allo stesso modo però sembra pensarla la delinquenza organizzata romena, la quale avrebbe preso possesso dei vicoli e degli anfratti abbandonati ed accessibili, per lo spaccio di droga e lo sfruttamento della prostituzione. E si sa che la malavita ha l’occhio lungo e guarda in prospettiva per migliorare e garantire sicurezza ai propri “operatori”.

Basterà un’altra operazione delle forze dell’ordine a fermare il degrado, come già successo in precedenza in altri quartieri (a memoria l’operazione Barracche del 2013)? Auspichiamo naturalmente l’intervento deciso delle forze dell’ordine per ripristinare la legge.  Ma ciò deve essere il punto di ripartenza perché il vero contrasto alla delinquenza avviene mediante la rivalutazione urbana ed alla cura continua del territorio.

Basterebbe avviare un processo di rivalutazione seria di questa come di altre realtà, nelle stesse condizioni del quartiere Carrubbazza, per dare visibilità all’impegno amministrativo, in maniera duratura ed indelebile, nel segno questo si, del cambiamento. Invece di campagne di comunicazione in cui si rischia di aumentare le parole al vento e di non programmare o dare il via a fatti concreti per il riutilizzo dei nostri quartieri.

Credo sia giusto condividere le responsabilità tra i servitori della pubblica sicurezza preposti al contrasto della criminalità e le amministrazioni comunali succedutesi. Perché se la notizia di tale situazione è pervenuta a colui che scrive, per mezzo di voci a cui si è trovata conferma da fonti attendibili anche tra gli stessi addetti alla sicurezza, al sottoscritto spetta inquadrare il problema, ad altri porvi rimedio ed attuare soluzioni, se non definitive, quanto meno durature.

 

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