Il finanziamento del porto di Gela, bloccato dal comune. Comitato: firmare il protocollo entro ferragosto

“L’iter che dovrebbe portare ai lavori di rifacimento del porto rifugio si blocca arrivato al Comune di Gel, in quanto ancora una volta le priorità dei cittadini, le esigenze di una economia al collasso, devono lasciare spazio alle velleità di un sedicente politico prestato alla politica.”  
Questo quanto messo in evidente dal Comitato del Golfo del porto di Gela  dopo la riunione che si è svolta ieri e voluta dal Gruppo di lavoro del porto di Gela. 
Il gruppo di lavoro, da quasi un anno si occupa dell’intervento del porto rifugio sul progetto della protezione civile, per ridare la funzionalità ad un porto che nega ormai da troppo tempo, ai propri operatori, di avere un ritorno economico a seconda delle diverse competenze.
“Nulla è  cambiato rispetto al protocollo che dovrebbe essere firmato dall’ Eni, dalla Regione Siciliana e dal Comune di Gela, né tantomeno rispetto alle elucubrazioni mentali di un vice sindaco che riesce a smentire le smentite del sindaco, pur di imporre il proprio modus operandi che esclude a monte ogni condivisione con la città.” Ha affermato il Comitato. 
 Dalla riunione di ieri ciò che è  emerso che ancora una volta si è perso tempo rispetto all’ultima conferenza di servizi tenutasi a Palermo. 
“L’ amministrazione – continua il Comitato del porto del Golfo di Gela – non ha fatto nulla affinché questo protocollo venisse redatto. Cominciamo a pensare che non sia questa la loro volontà, mentre, infatti, da Palermo arrivano notizie rassicuranti in merito, pare che l’iter si blocchi proprio al comune; pare anche che sia arrivata una mail pec alla protezione civile da parte dell’Eni con la quale viene dichiarata la disponibilità al finanziamento concordato, ma mancherebbe sempre l’ultimo passaggio che renderebbe possibile il trasferimento delle somme alla protezione civile per come deciso a Palermo”.
Il gruppo di lavoro preparerà un documento nel quale impegna l’amministrazione a fare tutto ciò che è nelle sue possibilità per concludere l’iter previsto per la copertura finanziaria dell’intervento, al fine di poter firmare entro il ferragosto, ormai alle porte, il protocollo che darebbe l’avvio alla fase esecutiva del progetto.
” Ci auguriamo – conclude –  che l’amministrazione si ponga in modo costruttivo nei confronti di una richiesta doverosa dopo un anno di lavoro e di concertazione e siamo certi che mai, in nessun modo ed in nessun caso, il bene della città diventerà ostaggio di una libertà di pensiero ed opinione propria dei cittadini. Speriamo, insomma, che l’amministrazione sia capace di gestire il dissenso e le divergenze in modo democratico e non attraverso un ostruzionismo strumentale che servirebbe a ben poco”