Il giornalista Eric Jozsef a Cunta.15: con la strage di Charlie Hedbo a guadagnarci è stata l’estrema destra di Marine Le Pen

«Sono contento che l’organizzazione abbia titolato quest’incontro “Jesuischarlie” senza paure per eventuali ritorsioni. E’ quanto ha affermato esordendo nel suo intervento in lingua italiana, il giornalista francese Eric Jozsef, ospite della seconda conferenza di Cunta.15 International, tenutasi al “Tropico Med” di Gela sabato scorso, curata dall’associazione“daterreinmezzoalmare”. «Il settimanale satirico “Charlie Hedbo” ha incarnato sin dalla sua nascita il contropotere e non certamente una battaglia ideologica contro l’islamismo o qualsivoglia religione. Si tratta di un giornale sicuramente libertario, per alcuni aspetti anche un po’ anarchico, nato negli anni 70, nell’era immediatamente post ’68, con unico fine quello di mascherare il “Re nudo”, ma avendo nel mirino non questo o quel potere, bensì tutti i poteri» ha asserito il corrispondente in Italia di Liberation.  Sui limiti alla satira ed alla libertà di espressione, Jozsef ha sottolineato che è giusto porsi dei dubbi in merito, come è già avvenuto in passato ma in riferimento ai fanatismi religioso-terroristici stile “Jihad” la questione non attiene invero ai confini che hai eventualmente travalicato: «basta cioè già fare satira sull’islam per diventare un obiettivo».Jozsef ha poi elencato tutta una serie di elementi ed eventi che rivelano una sorta di ritorno del vecchio antisemitismo. In Francia si è aperto anche un dibattito sul se usare o meno la parola «islamico-a» afferendola al terrorismo, alla politica ed allo Stato, evitando di alimentare il propagarsi di una «islamofobia». Insomma, specie dopo l’attentato a “Charlie Hedbo” in Francia si è assistito ad una decisa accelerazione nella «radicalizzazione delle paure, sia relativamente alla comunità ebraica che a quella musulmana ed a guadagnarci è stata l’estrema destra di Marine Le Pen, primo partito in Francia, molto più abile del padre nel giocare su queste fobie». La rassegna “Cunta”, diventata “International” nella sua quinta edizione (2015), proseguirà con le sue “narrazioni della contemporaneità”, perlustrando nel suo terzo appuntamento in programma, sabato 11 aprile nei locali del Tropico Med presso il lungomare “Federico II di Svevia” a Gela, l’arte provocatoria di un altro ospite straniero, la turca Sukran Moral, che relazionerà su “Il corpo come medium artistico”.