Il lato amaro della “Festa del cioccolato”, scatta la polemica

Sebbene non si sia ancora svolta, la “Festa del cioccolato” sembra aver lasciato già l’amaro in bocca a molti. È polemica da alcune ore sui social network in merito a questa “dolce” iniziativa che farà tappa in città da giovedì 23 a domenica 26 febbraio. Stando al susseguirsi dei commenti, sarebbe proprio il caso di dire che il cioccolato sia già caduto pesante. Al centro della diatriba una questione non soltanto e banalmente culinaria, quanto culturale.

Gela è la città del pane, ma di quello buono. È città di mare, perché non sponsorizzare il nostro pesce? Per non parlare del vino, perché non ‘ubriacarsi’ di tradizioni e sapori nostrani? Tante e diverse le proposte che sono state lanciate in risposta a una festa che già esiste da anni a parecchi chilometri di distanza da noi. A scatenarsi, immancabilmente, è stata anche la satira, tipica caratteristica che da sempre ci contraddistingue, capace di ammorbidire persino le questioni più spinose.

Così, accusando la mancanza di originalità di questa manifestazione, qualcuno ha proposto di importare la festività di Santa Rosalia, patrona di Palermo o ancora la sagra del fico d’India direttamente da San Cono. C’è stato addirittura chi, con tanto di locandina, ha proposto persino una sagra, dal 29 al 31 febbraio, dedicata al tegamino e arricchita anche dalla premiazione finale del “Rascapignate dell’anno”.

Di tutto e di più insomma a pochi giorni da un’iniziativa che, si spera, possa attirare gente e ravvivare il centro storico. Non sembra una polemica sterile quella suscitata, più semplicemente manifesta il malcontento e il dispiacere di un territorio dalle tradizioni solide e importanti che vorrebbe proprio ripartire da ciò che ha di più buono e farlo conoscere anche fuori dai confini locali.

In fondo, a chi non piacerebbe vantarsi per quello che abbiamo la fortuna di avere? A nessuno. L’elenco delle “buone” proposte è già stato aperto.

Sotto a chi tocca e diamoci davvero da fare, le semplici parole non hanno mai avuto sapore.

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