Il male di Gela dipende dai gelesi. Gelensis Populus interviene sul Vittorio Emanuele

Il comitato Gelensis Populus interviene sulle difficoltà che sta attraversando la sanità gelese.

<<È proprio vero che ognuno è artefice del proprio destino, e quindi è vero che i mali di questa città dipendono da noi gelesi.
Da quando, per una politica scellerata, si è persa l’autonomia dell’azienda ospedaliera, l’ospedale di Gela sembra essere entrato in un limbo che l’ha relegato all’angolo, trasformandolo in una sorta di grande caserma, ma senza soldati e senza munizioni.

Argomento, quello della sanità, pronto per essere rispolverato all’occorrenza e ottimo per le battaglie populiste di ogni stagione e tempo da parte di chi improvvisamente si sveglia e si accorge solo oggi della sanità malata a Gela richiamando telecamere e attenzioni su di sé oppure da parte di chi, sino a ieri al governo, diceva che era tutto a posto, e oggi all’opposizione grida allo scandalo o offre soluzioni discutibili.

Per essere più chiari nei confronti di chi legge questo articolo, va ricordato che con l’ultimo atto aziendale il nostro ospedale è stato classificato come struttura “SPOKE”, che per intenderci equivale ad un ospedale di livello provinciale. In Sicilia sono SPOKE gli ospedali di Agrigento, Trapani, Ragusa, Siracusa, Enna….. e anche Gela. Ma questi ospedali sono raggruppati all’interno di quattro UHB, ed in Sicilia le UHB sono Palermo, Catania, Messina che sono le tre città metropolitane, e poi Caltanissetta che gode della sua fortunatissima posizione centrale nella geografia isolana.

E all’interno di questa divisione l’ospedale di Gela dove è stato relegato? La mala sorte ci ha fatti ricadere dentro la giurisdizione dell’UHB nisseno, cioè sotto il controllo di quella città dalla quale noi gelesi abbiamo sempre tentato di staccarci.

Inoltre in una situazione atavica di dualismo territoriale provinciale tra gli ospedali di Gela e Caltanissetta, si genera un conflitto naturale fra reparti in struttura semplice e complessa, che nella spartizione vedono prevalere quasi sempre Caltanissetta, nonostante la più bassa popolazione, la quale si avvale del titolo di capoluogo di provincia.

Da quando è nato, il Comitato Gelensis che raggruppa, assieme ad altre, tutta una serie di associazioni operanti nel settore sanitario, si è occupato di sanità a 360° per un fatto del tutto naturale in quanto le associazioni che riunisce giornalmente operano all’interno dell’ospedale, a contatto reale con l’utenza e raccolgono le lamentele, le speranze, le gioie e i dolori di chi vive la realtà dell’ospedale.

Oramai da anni, assieme alla commissione sanità comunale, abbiamo istituito un tavolo permanente allo scopo di studiare ed attuare una strategia comune per cercare di risolvere i problemi dell’ospedale coinvolgendo il management dell’Asp e l’Assessorato regionale.
Accanto all’opera certosina del tavolo permanente si sono inseriti gli interventi spot di una serie di figure che con interventi talvolta eclatanti nulla hanno ottenuto se non le luci della ribalta.

È stato così circa un anno fa quando il primo cittadino si mise a capo di una battaglia isolata ed isolazionista, davanti l’ospedale con una tenda da campo, che non produsse alcun guadagno, anzi!

E così abbiamo impressione che sia adesso con l’inspiegabile azione del presidente del consiglio Alessandra Ascia (peraltro assente al tavolo indetto) che ha richiesto ed ottenuto un incontro con la Commissione regionale Sanità, alla presenza del neo assessore (assente anch’egli e sostituito da una Dirigente dell’Assessorato) e della Dott.ssa Marcella Santino, lo stesso giorno decaduta dalle proprie funzioni di rappresentante dell’Asp nissena, che non si è assunta alcuna responsabilità ed impegno, in via prudenziale.

L’incontro di ieri ha sortito l’effetto di attivare il potere ispettivo della Commissione Sanità Regionale.
Abbiamo conquistato l’impegno della Presidente della Commissione Sanità regionale di venire a fare una ispezione del nostro nosocomio senza alcun preavviso come se non fossero state sufficienti le ispezioni della passata Commissione Regionale, dell’ex assessore alla sanità e della commissione ministeriale.

Ma poi che effetti hanno sortito queste ispezioni? Certamente hanno contribuito al riconoscimento all’uscente Direttore Generale del bonus per gli obiettivi raggiunti.

Noi ci dissociamo da questo modo di procedere improvvisato e scoordinato frutto di chissà che cosa.
A noi queste sembrano azioni da dilettanti della politica irrispettosi nei confronti dell’apporto democratico di tutte le parti, comprese quelle sociali, le uniche che vivono giornalmente la sanità nella sua realtà.

È un tentativo squallido di accaparrarsi primogeniture che nei fatti non ci sono mai state e che non si risolvono a vantaggio della collettività ma a discapito della stessa. Riteniamo non utili alla collettività e alla questione sanità iniziative isolate, frutto di impulso del momento, e non tempestive rispetto agli eventi.

Ci auguriamo che la commissione sanità faccia valere il proprio ruolo di collante rispetto alle iniziative personali provenienti da più parti, tralasciando quelle frutto di impegno estemporaneo dettato da esigenze di visibilità personale e di accreditamento politico, unificando quelle valevoli in un unico progetto e programma da portare avanti con serietà e impegno disinteressato..

Gela ed il suo ospedale potranno riottenere importanza e dignità solo in presenza di un’azione coordinata e collettiva nella quale unico protagonista dovrà essere l’interesse della città.>>