“Il Marchese di Ruvolito”, un progetto coraggioso da prendere come esempio

“Il vero spettacolo è stare insieme”, uno slogan che è stato un successo. È ben riuscito l’esperimento osato dall’associazione “Gradatim”, presieduta da Monica Bevelacqua, che ha portato in scena “attori per un giorno”, strappando dal contesto scolastico la preside dell’istituto San Francesco Giovanna Palazzolo, che ha immediatamente accolto la proposta con entusiasmo, i docenti della scuola e i genitori degli alunni.

Una trentina di presenze in scena che si sono magistralmente mosse per la prima volta nella loro vita su un vero palcoscenico, quello del teatro comunale Eschilo. Tutto a titolo gratuito, con il nobile scopo di promuovere la beneficenza. Grazie infatti al contributo che i numerosi spettatori hanno offerto, l’istituto, come aveva anticipato, potrà comperare i libri di testo da mettere a disposizione delle famiglie in difficoltà economica, permettendo così ai piccoli alunni di studiare al pari dei propri compagni più fortunati in questo drammatico periodo di crisi.

Uno spettacolo di alto livello, una commedia, “Il Marchese di Ruvolito” di Nino Martoglio, andata alla grande, come dimostrato dall’entusiasmo manifestato dai diretti interessati e dallo stupore degli spettatori che, dapprima convinti forse di assistere alla classica “recita di fine anno”, si sono dovuti ricredere con piacere una volta applaudito il talento e l’impegno di tutti coloro che si sono scommessi in questo lodevole progetto: testimonianza del fatto che per fare teatro servono sicuramente sacrificio, tanto lavoro e studio, ma anche coraggio e voglia di correre il rischio di scommettersi in scena e dietro le quinte, proprio come hanno fatto la dirigente, gli insegnanti e i genitori e proprio come hanno fatto Monica Bevelacqua e Alberto Lo Scalzo, che per mesi hanno diretto e preparato questi “insoliti attori”.

Un progetto che dovrebbe fare da esempio in futuro e che, ce lo auguriamo, possa essere replicato e riproposto al grande pubblico. Aver riempito le poltrone del teatro nei due appuntamenti in programma non è bastato, Gela vuole fare di più e dimostrare che la solidarietà non la spaventa.

E poi, chissà, magari la prossima volta la prima fila riservata all’amministrazione comunale non rimarrà vuota.