Il mare di Bulala restituisce alla cittá 39 lingotti di ottone del VI secolo a.c.

Risalgono alla metà del VI secolo a.c. gli ultimi reperti che il mare di Bulala ci ha restituito, grazie all’attività subacquea dell’associazione Mare Nostrum. Si tratta di trentanove lingotti in oricalco, che é l’antico ottone, una scoperta unica che il mare non aveva mai restituito prima. Un ritrovamento molto importante, che testimonia l’importanza che Gela aveva nell’antichità, ha sottolineato Sebastiano Tusa, soprintendente del Mare. Alla presentazione dei reperti, avvenuta stamani presso la Capitaneria del porto di Gela, presente anche il responsabile  della sezione Tecnica, Stefano Zangara. Restituire alla città i suoi tesori é l’obiettivo dell’associazione, ciò é stato messo in evidenza dal presidente Franco Cassarino. Nello stesso mare sono stati trovati diversi vasi di produzione attica e una statuetta raffigurante con molta probabilità Demetra, inoltre sono sono state portate alla luce tre imbarcazioni,  l’ultima risalente al VI secolo a.c. e centinaia di reperti. I reperti presentati sono stati recuperati  grazie all’utilizzo di particolari metal detector scafandrati, messi a disposizione dal Nucleo sommozzatori della Guardia costiera, per i subacquei di Mare Nostrum. Personale e motovedette sono state messe a disposizioni dalla Capitaneria, coordinata dal Capitano Pietro Carosia. 

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