Il mio ricordo di Rosa Balistreri 25 anni dopo la sua morte

Sono passati 25 anni da quel tragico 20 settembre del 1990. Un ictus ha ucciso la grande cuntastorie nata a Licata durante un concerto in Calabria.

Fin da piccolo, mio papà, Giacinto all’anagrafe, ma chiamato Gino da tutti mi ha trasmesso l’amore per Rosa Balisteri. Mi ha fatto sentire i suoi dischi, mi ha raccontato la sua storia, tragica ma avvincente per certi aspetti. Un giorno per strada mi ha fatto vedere anche il suo ex marito Iachinazzo.

La incontrai pochi mesi prima della morte per strada a Licata. Aveva consegnato alla biblioteca comunale tutti i suoi libri. Era sudatissima. Li aveva portati in viaggio da Firenze. Io seppur giovane ero il direttore del telegiornale dell’unica emittente televisiva, Tele Video Faro. Mi spiegò che le avevano fatto fare un concerto in piazza Sant’Angelo, quasi al buio. Le chiesi se aveva piacere di venire in televisione con la chitarra. Le avrei dedicato uno speciale. Mi guardò e mi disse: “ma sei sicuro? Non sono venuti ad ascoltarmi al concerto vuoi che mi vedano in televisione?” La tranquillizai. Per me era un onore intervistarla. Un grandissimo onore.

Chiesi ai tecnici di preparare lo studio con ore di anticipo. Cercai anche di far sistemare un microfono all’altezza della chitarra per far sentire bene tutte le sue canzoni. Lei si presentò in perfetto orario. Io ero quasi balbettante, visibilmente emozionato. Ero al cospetto di una delle più grandi artiste folk del mondo. Io piccolo giornalista di paese. Cercai di farle delle domande utili a far raccontare la sua storia. Rosa mi rispondeva a modo suo. Ma alla fine mi confessò di essersi divertita. Dopo pochi mesi, mentre cantava, morì.

Quell’intervista è rimasta un documento da consegnare non soltanto alla storia di Licata ma anche della musica. Non avevo mai raccontato questa storia così.

In quei tanti minuti televisivi (durò oltre mezzora lo speciale) Rosa fece trasparire il suo amore per Licata. Più volte ripetette : “forse da morta mi apprezzeranno”. A Rosa vogliamo in tanti bene. E’ stata una grande “cuntastorie” come amava autodefinirsi, una grande interprete della Sicilia e come i grandi autori siciliani le sue canzoni sono senza tempo. Belle per sempre. Oggi quando sento Carmen Consoli interpretare testi e musiche di Rosa i brividi mi attraversano come quel pomeriggio a Tele Video Faro in cui conobbi una grande donna … Rosa “a licatisi”.