Il museo di Gela si arricchisce di nuovi reperti. Mulè: puntare sul turismo archeologico per rilanciare la città

 Da oggi il  Museo Archeologico di Gela si è  arricchicchito  di nuovi, importanti e inestimabili reperti archeologici recuperati nel mare di Bulala: due elmi corinzi e una quarantina di oricalchi. I preziosi reperti  arrivati al museo dopo un’operazione di restauro, sono stati recuperati nel 2017 grazie alla collaborazione della Soprintendenza del Mare di Palermo, della Guardia di Finanza, dalla Guardia Costiera, e il sub Franco Cassarino.

Nel  2014 sempre negli stessi fondali sono stati recuperati altri oricalchi di ottone del VI sec. a.C.

Si tratta di reperti di enorme rilevanza scientifica nel campo dell’archeologia a livello mondiale tant’è che lo scorso 10 marzo, il Prof. Nishiyama dell’Università giapponese di Nara, si è fatto diecimila chilometri per venire qui a Gela e vederli da vicino. Sulla questione è intervenuto il prof. Nuccio Mulè.

   “L’avvenimento di oggi, non ci deve far dimenticare che la nostra città si trova in una situazione economica e occupazionale molto precaria per la dismissione del petrolchimico, pertanto, è necessario reinventarsi come rilanciare l’economia di Gela: il turismo archeologico è una via da seguire e quindi le forze politiche degli enti locali e quelle imprenditoriali di Gela sono chiamate in prima persona a dare il loro contributo sia a livello di idee sia anche e soprattutto a livello economico. In particolare, in quest’ottica è necessario e imprescindibile realizzare anche il tanto agognato museo della nave, cui già è stato assegnato il finanziamento. “

“   L’archeologia di Gela, purtroppo fino a oggi considerata un evento sporadico e sottotono in ambito nazionale, deve diventare oggetto di interesse strutturale sia per i tour operator, che sono quelli che portano i turisti, sia per la Regione siciliana cui spetta il compito di reinserire con tutti i titoli che le spettano la nostra città negli itinerari turistici isolani e di ciò specificamente si sollecita l’intervento della Regione Sicilia, affinchè si faccia carico di dotare la nostra città e gli enti preposti, la Soprintendenza del Mare in particolare, di strumenti e risorse necessari.” Ha concluso Mulè.