Il prefetto fermi il test sul Muos, i cittadini non sono cavie. Intervento di M5S, mamme e Legambiente

“No ai test sul Muos. I cittadini non siano le cavie per verificarne la pericolosità”.  Questo quanto sottolineato nella lettera che il Movimento Cinque Stelle ha scritto al prefetto di Catanissetta. Si proprio colei, il  rappresentante dell’importante istituzione  nissena, che il 13 gennaio  scorso aveva impedito l’accensione delle antenne per la verifica da parte dei tecnici del Cga di Palermo, sulla pericolosità delle emissioni elettromagnetiche dell’impianto satellitare statunitense di c.da Ulmo.  Domani ci risiamo, il muos sarà messo in funzione per tre giorni.  “Si accertino prima le condizioni di sicurezza che garantiscano l’incolumità della popolazione”, ha detto Giampiero Trizzoni. Il movimento pentastellato si appella  quindi al prefetto Maria Teresa Cucinotta, chiedendole di fermare il test sul Muos  previsto per domani, in quanto mancano le “indispensabili condizioni di sicurezza che garantiscano l’incolumità della popolazione: i cittadini non sono topi da laboratorio”. Tra l’altro non sono ancora  quantificabili i danni che potrebbero derivare dall’ accensione, in assenza di un qualsivoglia meccanismo di protezione .“Con ordinanza del 26 febbraio scorso – spiega il deputato Cinquestelle Giampiero Trizzino – il giudice ha disposto  il completamento dell’attività di controllo, che avverrà attraverso la misurazione delle emissioni prodotte delle parabole e delle antenne. Per questo motivo a partire da domani gli impianti verranno messi in esercizio limitatamente al prelievo delle misurazioni. Questa attività sarebbe dovuta avvenire già gennaio, ma non fu possibile perché l’Arpa dichiarò che le apparecchiature in quel momento non erano erano disponibili”. Legambiente ha già depositato una memoria con la quale ha tentato di resistere alla decisione, ma non è stata accolta. Alla memoria è seguita una analoga richiesta del comitato delle ‘Mamme No Muos’ al prefetto. “Anche noi, come gruppo politico – continua Trizzino – abbiamo scritto al prefetto, sottolineando la pericolosità di questa manovra e la necessità di approntare tutte le misure necessarie affinché non vi siano conseguenze sulla popolazione. Siamo consapevoli della necessità di fornire al giudice tutte le carte affinché possa accertare una volta e per sempre la pericolosità dell’impianto militare, ma non possiamo accettare che la popolazione diventi la cavia di questo test”.