Il progetto Agroverde rischia di naufragare, ma il sindaco Fasulo si mostra ottimista

Mentre il governo regionale ha rivolto le sue attenzioni verso la questione Eni, tra trivellazioni e bioraffinazione il progetto Agroverde rischia di naufragare. È passato circa un anno e mezzo dalla posa della prima pietra di quello che doveva essere il più grande parco fotovoltaico d’Europa, che si integrava con il settore agricolo. Un progetto che avrebbe  portato ad ottenere un finanziamento di 33 milioni di euro da parte del Cipe, e che avrebbe garantito 250 posti di lavoro, rappresentando la svolta economica di Gela. Ci sono stati sempre investitori possibili, ma mai concreti e  finora gli unici che ci hanno rimesso sono stati, come al solito, i cittadini, quelli che hanno accarezzato il sogno di un posto di lavoro mai arrivato e quelli che ci hanno rimesso il prezzo dei loro terreni espropriati. Adesso la data del 5 dicembre si avvicina, e il finanziamento che avrebbe concesso il Cipe rischia di sfumare con tutto il progetto. Questo è il grido di allarme da parte del consigliere Terenziano Di Stefano che teme che, entro quello che è il termine ultimo stabilito dal Comitato interministeriale per la programmazione economica, non arriveranno al ministero le garanzie delle fideiussioni bancarie per  il grande progetto. Più ottimista si dimostra il sindaco Angelo Faulo che ha sottolineato come il progetto sia ancora valido e si aspettino delle risposte positive da parte di imprenditori interessati a dare garanzie. Intanto anche il parco fotovoltaico è legato all’accordo firmato con Eni, sotto la voce compensazioni.

Tagged with: