Il ricordo di Gaetano Giordano ventisei anni dopo l’assassinio: “Un uomo che non voleva essere un eroe, ma purtroppo lo è diventato”

Il 10 novembre di ventisei anni fa veniva assassinato il commerciante gelese Gaetano Giordano, un uomo che aveva deciso di opporsi alla “legge del pizzo” in città. In molti oggi lo ricordano come esempio di coraggio, di onestà e lealtà, come il gelese che non si piegò al potere forte della mafia e che pagò la sua scelta d’onore con la sua stessa vita.

“Era il 10 novembre 1992 – ha commentato la Confcommercio Ascom di Gela – in città veniva assassinato un nostro concittadino, un nostro collega, un uomo, un marito, un padre, che non voleva sottomettersi alla mafia.

Bisogna tenere vivo il ricordo di chi non voleva essere un eroe, ma purtroppo lo è diventato. In questi ultimi mesi, i commercianti gelesi stanno rivivendo lo stesso clima di ventisei anni fa, non vogliamo altri eroi”.

“Spesso usiamo l’espressione ‘una vita’ pensando a ieri, oggi, a tutto ciò che abbiamo in testa e anche nel cuore – ha aggiunto Ignazio Giudice, segretario generale della CGIL – ricordare Gaetano Giordano a ventisei anni dal delitto è una vita, più di cinque generazioni, milioni di parole per affermare il diritto alla legalità, alla libertà dei commercianti, al valore delle idee di civiltà compiuta.

Qualcosa è cambiato, non basta ricordare, bisogna fare tutti, ogni giorno. Chi fa il contrario offende la memoria della vittime della mafia e di chi è rimasto in terra per continuare, resistere, sognare un mondo normale”.