Il sindaco Messinese si dimette “Per ragioni di salute”

Alla fine il sindaco Domenico Messinese si é dimesso, poco prima delle votazioni dei consiglieri e subito dopo essersi sentito male. Questo l’epilogo di un consiglio comunale lunghissimo, oltre 4 ore, che ha visto l’intervento di consiglieri di destra, sinistra, movimento cinque stelle e indipendenti. Considerato che per rendere efficace la dimissione ci vorranno 20 giorni, si é procederá al voto dopo la sospensione di 15 minuti.

É iniziata con la dimissione di tutti gli assessori della giunta messinese il consiglio comunale sulla mozione di sfiducia. Erano le 10:30 quando l’aula consiliare si é riempita con i consiglieri determinati a portare avanti la sfiducia. Assenti Panebianco, e Guastella. Presenti gli ex assessori cinque Stelle epurati dal sindaco Domenico Messinese, che oggi hanno raggiunto posizioni elevate della politica, il deputato regionale Nuccio Di Paola, e il senatore Pietro Lorefice, e anche Ketty Damante. Tutti con un’ unica speranza: quella di mandare a casa il primo cittadino ex grillino. In aula anche Il deputato gelese forzista Giusy Bartolozzi. Presente l’avvocato Lucio Greco,che nelle scorse amministrative era arrivato al ballottaggio con Messinese, e il deputato regionale del Pd Giuseppe Arancio.

Il sindaco si é presentato puntuale accompagnato dai suoi assessori. Subito le accuse mosse contro di lui
Lotta al randagismo, rifiuti, ospedale, il protocollo, utilizzando solo passerelle senza ottenere nulla per migliorare il miglioramento dei servizi. 16 assessori e mai una maggioranza. Interruzione servizi come strisce blu, trasporto disabili e anziani. Chiuse palazzetto dello sport e parcheggio. Aumento del costo rifiuti senza copertura, provocando debiti fuori bilancio. Inoltre l’emergenza sanitaria determinata dalla mancata raccolta dei rifiuti. E poi ancora la mancata approvazione del bilancio.

Questo quanto sottolineato dal consigliere Salvare Farruggia che ha letto la mozione che ha portato 21 firme.
“Ha omesso per tutti gli anni della sua sindacata di presentare il resoconto della sua attività. ” ha aggiunto Farruggia.

É seguito l’intervento di Gallo “mi aspettavo le dimissioni del sindaco non quelle degli assessori. Se fosse stato un uomo di coraggio si sarebbe dimesso, e fino a stamani É stato a contrattare per salvare la sua pelle. Promesse in campagna elettorale, mai mantenute, l’unico interesse il protocollo di intesa. In 100 giorni a Roma sono riusciti a portare a casa solo 10 milioni di euro da Eni. E poi tutte le strutture sportive chiuse, compreso la palestra della Don Milani. Doveva cacciare le cooperative sociali che non pagavano i dipendenti e non lo ha fatto. Un sindaco che É stato solo fin dal suo insediamento, riuscendo  a far diventare principe di tutti gli assessori d’Italia il suo vicesindaco. Il sindaco non ha mai dato seguito ad un atto di indirizzo del consiglio comunale. ”

“É una vergogna quello che hanno fatto, la dignità non ha prezzo. Disastro amministrativo sotto gli occhi di tutti, il sindaco non ha la qualità per fare il sindaco e il suo vice non ha moralità.  Ha detto Sammito

Tra gli interventi anche quello del grillino Morgana.
“Dopo 100 giorni liberandosi dei suoi assessori ha mostrato come non riusciva a fare politica, non é riuscito a creare una maggioranza per governare. Chiediamo scusa a voi per aver scelto il soggetto che ha mortificato i cittadini, per non aver capito. Noi stesso abbiamo chiesto di tenere una linea di governo

Il consigliere Pingo ha chiesto un momento di riflessione. “Cosa ne conseguirà dopo le dimissione? Bisogna imparare a fare politica. Politici a Gela non ce ne sono. I parlamentari cosa hanno fatto per Gela? Gela non é facile da governare.”

“Ho solo un capo, il popolo -ha detto Scerra- che da anni mi chiede di mandare a casa l’amministrazione. La Pingo sostiene il sindaco perché la nuova ha avuto un incarico. Siamo stati etichettati come il più scarso consiglio comunale della storia, stiamo andando a casa consapevoli del disastro. Si sono dimessi tutti tranne la segretaria, con un contratto che mortifica i dipendenti comunali. Lei, sindaco non conosce onestá. Ci ha definito “mandanti morali dell’attentato incendiario nei confronti del suo vicesindaco “. Il vicesindaco e la segretaria decidono il destino della sesta città siciliana.”

“La città ha bisogno di speranza e di idee. Amministrazione senza principi” ha detto Siragusa. Senza bilancio la città sarà destinata ad una desertificazione incredibile. Finito di costruire i terminal gas da 1000 lavoratori si passerà a 100. Un sindaco che dimette la giunta e non se stesso non capiamo che messaggio abbia inviato il sindaco

“Caltaqua, Agricoltura, questa amministrazione non ha fatto nulla , nonostante mozioni e interrogazioni. Ha proposto di recente il Piano di ridimensionamento degli istituti scolastici, bocciato poi dalla commissione, che avrebbe ridotto di 50 posti il numero dei lavoratori ” Ha detto Giudice.

“Da tre anni millanti di aver salvato Gela, ma nessuno ci crede”, ha detto il consigliere Ventura” ” Un municipio diventato bunker”.

“Questa é la mozione della città, senza colore politico. Il sindaco ha giocato e continuerà a giocare, facendo finta di sentirsi male” ha sottolineato Casano.
“Non ha mai accolto le istanze dei consiglieri ” ha aggiunto Di Modica.

“Non ho mai appoggiato questo sindaco” ha detto Malluzzo. “Mancanze di rispetto nei confronti del consiglio comunale e oggi siamo salvatori di questa città”.
“Non c’è unione tra politici locali, regionali e nazionali” ha detto Bonura.