Vogliamo rimanere con la “Quasimodo”: i genitori degli alunni del plesso “Giovanni XXIII”, scrivono al sindaco Messinese

Genitori degli alunni frequentanti la  scuola Giovanni XXIII, indignati contro il dimensionamento della rete scolastica gelese deciso dall’amministrazione pentastellata, che vorrebbe tra gli altri  l’accorpamento del plesso di contrada Margi, non più con l’istituto Salvatore Quasimodo, ma con l’Istituto Don Milani. Una rimodulazione che è stata effettuata, nonostante gli innumerevoli incontri avvenuti, fin dal mese di luglio,  da parte dei genitori  con il sindaco Domenico Messinese.

“Un equilibrio che è stato alterato e che in futuro porterà alla perdita di autonomia di istituzioni scolastiche, aggiundo nuovi problemi a quelli che già la città ha”, sottolineano i genitori, che si firmano “cittadini delusi”. Intanto però hanno deciso di mettere per iscritto le loro richieste  e i loro dubbi, in una lettera che invieranno al primo cittadino. Sei le domande che  verranno rivolte al sindaco Messinese.

I genitori chiedoo il criterio che la Giunta ha seguito per il dimensionamento, dato che solo il plesso Giovanni XXIII, verrà strappato all’Istituto comprensivo “S. Quasimodo, perchè da esso distante, mentre all’istituto comprensivo E. Mattei, verrà dato il plesso G. Rodari, ubicato nel quartiere Macchitella. “Non sono forse distanti l’istituto Rodari dalla Mattei?” Hanno chiesto i genitori. Ma il sindaco ha sempre detto che è una questione di numeri. “Ma possono gli alunni essere considerati numeri, e non minorenni bisognosi di cure e attenzioni?” , commentano i genitori.

La seconda domanda riguarda il mancato censimento  degli edifici scolastici da parte del sindaco “Ci si è riferiti solo  alla cartina di Gela, e al numero di alunni per ogni istituzione, e poi si è   provveduto allo spostamento degli alunni, come se  fossero buoi , tanto  è vero che ha accorpato Cantina Sociale e Nicholas Green, perchè vicini sulla carta, ma distaccati nella realtà dalla linea ferrata e dal cavalcavia di via Venezia, tratto di strada pericolosissimo da percorrere”, mettono in evidenza  i genitori.

La terza domanda riguarda la mancanza di ristrutturazione di edifici scolastici ubicati a  Nord di via Venezia, e utilizzati come uffici comunali, “Lei non aveva affermato di voler dare ai cittadini gelesi istituti comprensivi vicini alle case, nei quali gli alunni stiano per dieci anni?” Si chiedono i genitori. “Ciò che deve contare – comunicano – è che il plesso debba essere vicino alle abitazione dei suoi utenti, così come quello di Giovanni XXIII che, sebbene sia lontano dalla sede centrale dell’istituto comprensivo Salvatore Quasimodo, comprende la scuola dell’infanzia, della primaria, e secondaria di primo grado, che vengono frequentate per dieci anni dagli alunni, la cui abitazione gravita attorno a esso.

La quarta domanda riguarda la motivazione del cambiamento: “l’istituto Giovanni XXIII – comunicano i genitori – è un plesso ad altissimo valore formativo, collocato in un quartiere privo di servizi, tale istituto permette nel quartiere Margi di poter fruire dell’Offerta formativa dell’istituto S. Quasimodo. Noi abbiamo scelto di iscrivere i nostri figli alla Quasimodo, per la sua offerta formativa efficiente, e lo abbiamo fatto perchè era possibile far frequentare ai nostri figli tale istituto nel nostro quartiere, attraverso il plesso Giovanni XXIII”.

I genitori saranno costretti a spostare i loro figli nella sede centrale della Quasimodo, con un disagio enorme per 200 famiglie. I genitori chiedono che  vengano rispettate le loro scelte