Illuminazione pubblica a Gela, a che serve? Ci sono i roghi che accendono la notte

Potrebbero spegnere persino le luci in questa città, Gela la notte saprebbe comunque come illuminarsi. C’è poco da fare, ad alcuni gelesi le fiamme e il fuoco piacciono così tanto da non poterne fare a meno. Ogni notte è sempre un inferno, col via vai di sirene spiegate che sfrecciano per andare chissà dove. Non c’è pace, non c’è più tranquillità qui, in questa “città videosorvegliata” in cui chiunque fa ciò che vuole, quando vuole e come meglio preferisce. Non conosce più serenità Gela, che cosa significa? Niente, persino le parole hanno smarrito il loro significato.

È una città che sta perdendo tutto e prima di ogni cosa l’umanità. Un posto che ha voglia di riscattarsi appellandosi al turismo, ma come li convinci, i turisti, a passare da qui e a rimanere anche solo una notte, se è proprio la notte che da noi fa paura? È come quel cane che si morde la coda o quel marito che vuole la botte piena e la moglie ubriaca.

Gela, città di storia e archeologia che non bastano a salvarci. Gela, città di talenti e menti eccelse che fuggono e forse fanno bene. A che serve fotografare la bellezza del nostro mare, se dietro l’obiettivo i rifiuti a terra puzzano e umiliano? Che senso ha trasferirsi fuori e rimpiangere la propria città, se poi la lontananza fa tirare un sospiro di sollievo a ogni notizia di cronaca? Che cosa ce ne facciamo di alternative, se non riusciamo a difenderle e a tutelarle?

La situazione qui era già seria, adesso diventa sempre più preoccupante. La gente ha paura, vuole sicurezza, vuole civiltà. Chiede di poter vivere e far crescere i propri figli in un luogo tranquillo, in un paese in cui chi gestisce un locale possa farlo senza il terrore di risse e minacce, in un posto in cui investire non debba essere una prova di coraggio.

Si desidera la normalità, questa ormai sconosciuta. Servono controlli a tappeto su tutto il territorio e a ogni ora, serve la politica vera che scenda in strada per far capire alla sua gente che non è sola e non si limiti a dirglielo.

Dove sono finiti quelli che avevano rassicurato i gelesi parlando di ronde cittadine? Non si vorrebbe arrivare a questo punto, ma se si rende necessario, perché non mantenere quanto acclamato in passato?

Gela ha bisogno di aiuto e chi ha il dovere di darlo lo faccia, ma se non si ha voglia né interesse, allora si offrano biglietti di sola andata alla gente onesta per permettergli così di scappare via da qui.

La notte, si sa, ha bisogno del buio per regalare bei sogni.